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di Chiara Marchetti

Corriere di Bologna, 4 marzo 2025

“È una decisione scellerata”. È così che il Garante dai detenuti dell’Emilia-Romagna, Roberto Cavalieri, commenta il trasferimento di oltre cinquanta giovani dagli istituti minorili del Nord Italia al carcere della Dozza. “Sono tutti neomaggiorenni stranieri non accompagnati con problemi di tipo disciplinare - spiega Cavalieri in un incontro in Regione insieme ai garanti delle carceri emiliano-romagnole e al presidente dell’Assemblea legislativa, Maurizio Fabbri - e c’è il rischio che inserirli tutti in un unico contesto, tra l’altro un carcere per adulti, possa aumentare le criticità”. L’amministrazione penitenziaria ha assicurato che il trasferimento durerà solo tre mesi in attesa che gli istituti minorili di Rovigo, Lecce e L’Aquila - che in totale avranno una capienza di 90 posti - vengano riaperti dopo i lavori di ristrutturazione.

“Se si supera noi 90 giorni - puntualizza Cavalieri - lo considererò alto tradimento. Domenica ho telefonato alla garante dell’Abruzzo che mi ha detto che i lavori nella struttura de L’Aquila non sono nemmeno iniziati”.

La spiegazione del trasferimento è legata al sovraffollamento degli Ipm. “Un problema oggettivo - secondo il garante di Bologna, Antonio Ianniello - visto che ad agosto 2023 negli istituti minorili italiani c’erano 436 ragazzi, mentre nell’ultimo mese sono diventati 610”. Secondo Ianniello “per i ragazzi sarà devastante, perché si troveranno in un contesto sconosciuto senza capirne il motivo e c’è il rischio che vengano influenzati negativamente dai detenuti adulti”. I garanti temono, infine, la mancanza di offerta educativa e formativa.

Sempre ieri c’è stato un incontro tra il sindaco Matteo Lepore, il governatore Michele De Pascale e il sottosegretario alla Giustizia, Andrea Ostellari. Le parti hanno condiviso l’impegno del Governo di non aumentare, sia durante la permanenza dei minori che dopo, i numeri attuali di detenuti alla Dozza. Regione e Palazzo d’Accursio si sono detti “disponibili a collaborare, a patto che il trasferimento sia temporaneo e con scadenze chiare e definite”, mentre Ostellari ha chiarito che i giovani detenuti “saranno gestiti solo dal personale in carico alla Giustizia minorile” e “verrà garantita piena continuità trattamentale”.

Tornando al confronto di ieri mattina con i garanti dei detenuti, tutti hanno ribadito i medesimi problemi nelle carceri dell’Emilia-Romagna: sovraffollamento, suicidi, edifici fatiscenti e mancanza di educatori e progetti di reinserimento lavorativo. “Negli ultimi tre anni-conclude Cavalieri-la popolazione carceraria dell’Emilia Romagna è aumentata di 500 unità e la situazione è diventata insostenibile. Secondo i miei calcoli, un detenuto su tre ha passato l’inverno senza riscaldamento e senza acqua calda. La politica deve fare qualcosa”.