di Dario Amighetti
Corriere di Bologna, 31 maggio 2024
Per il reinserimento sociale dei minori del Pratello ha preso in via “Slegami”: “Progetto pioneristico”. Lo sport e la cura degli animali al centro del progetto “Slegami” per il recupero e il reinserimento sociale dei ragazzi in carico al centro di Giustizia minorile del Pratello. Otto i minori detenuti o che rientrano nei percorsi di messa in prova che attualmente hanno la possibilità di partecipare un giorno a settimana, per un’ora e mezza, ad attività con i cavalli.
Un percorso, questo, della durata di quattro mesi, volto a potenziare le capacità relazionali, di autoanalisi e le abilità sportive dei ragazzi con l’obiettivo di instradarli in un percorso sportivo-educativo che possa formarli e favorirne il reinserimento sociale. Il progetto - presentato ieri nella sede di Confcommercio Ascom Bologna e promosso dal gruppo sportivo dilettantistico e culturale Il Centauro, con Csi, il centro sportivo italiano comitato di Bologna e l’associazione di riabilitazione equestre il Paddock - rientra nell’alveo dell’iniziativa “Sport di tutti-Carceri” del Ministero per lo sport e i giovani.
Ad oggi due ragazzi hanno già completato il primo modulo iniziato a novembre 2023 e due stanno per terminare. Gli altri quattro avranno a breve l’opportunità di intraprendere questo percorso nei prossimi mesi. “I primi risultati sono molto positivi”, ha dichiarato Maria Grassi, vicepresidente dell’associazione Il Paddock e responsabile di questo progetto della durata di diciotto mesi, partito a novembre 2023 e che terminerà a marzo 2025. “Pioneristico” l’ha definito, invece, Angela Ravaioli, presidente dell’associazione Il Centauro che ha ricordato le prime attività di recupero coi cavalli per giovani in carico alla giustizia minorile risalenti al 1996.
Una volta completato il percorso i ragazzi potranno conseguire il titolo di “assistente istruttore”, così da agevolarne l’ingresso nel mondo del lavoro. In questo periodo l’attività si svolge al centro sportivo Barca, ma a fine estate si sposterà a Minerbio, dove ci saranno spazi più ampi. “La presenza del cavallo come mediatore è fondamentale per favorire una maggiore apertura nella relazione - ha aggiunto Grassi - e nell’attività diretta con gli animali riusciamo a capire molto i ragazzi, spesso di più che attraverso le parole”.











