di Rosalba Carbutti
Il Resto del Carlino, 3 marzo 2025
Lepore raccoglie l’invito di Ostellari. Il sindaco risponde al sottosegretario alla Giustizia: “Servono risorse per progetti educativi e di recupero”. Pd e Coalizione civica: “Sul trasferimento dei giovani faccia dietrofront”. Panini (Volt): “Non arretriamo”. Prove di dialogo sul caso dei cinquanta minori che verranno presto trasferiti alla Dozza. Matteo Lepore raccoglie l’invito del sottosegretario leghista alla Giustizia, Andrea Ostellari, che aveva fatto appello alle istituzioni locali per “lavorare insieme anche per aprire comunità socio educative in Emilia-Romagna, come in Veneto e in Lombardia”.
Alla vigilia del summit che si terrà oggi con anche il presidente della Regione Michele de Pascale, il sindaco dà la “massima disponibilità a collaborare” e ammette che “servono risorse per progetti educativi e di recupero: non limitiamoci alla carcerazione”. Sarà, quindi, possibile fare squadra da Roma a Bologna come auspicato dal leghista Ostellari? La maggioranza di centrosinistra che martedì scorso (25 febbraio) ha preso parte a un partecipato sit-in davanti alla Dozza per dire no al trasloco dei giovani detenuti nel carcere degli adulti, in seguito ai lavori del minorile del Pratello, però, tiene il punto.
“Come Pd, combatteremo fino all’ultimo perché il ministero della Giustizia abbandoni il progetto scellerato di trasferire i ragazzi nel carcere della Dozza. Un penitenziario che si trova già in una situazione esplosiva, a causa di un sovraffollamento che ha raggiunto ormai il 175%”, ribadisce la segretaria provinciale del Pd Federica Mazzoni. Che, poi, sottolinea “l’importanza vitale di garantire a questi ragazzi percorsi alternativi, questione che è giusto ridiscutere”. Non cambia idea l’ala sinistra di Coalizione civica col consigliere Detjon Begaj che replica a Ostellari che aveva invitato “alla collaborazione”, evitando “strumentalizzazioni politiche”: “L’unica bandiera ideologica che vedo è quella repressiva e carcero-centrica del governo che ha portato al decreto Caivano, che non a caso Ostellari si dimentica di citare come concausa di questa situazione. La stessa ideologia del ddl sicurezza”. Per Begaj, insomma, “essere concreti oggi significa fare dietrofront sui trasferimenti, ridurre i detenuti investendo seriamente nell’accesso alle pene alternative, depenalizzare alcuni reati legati alle sostanze, ragionare di amnistia e indulto”.
Unico spiraglio aperto, quello sugli spazi alternativi al carcere: “Capiremo in cosa consiste la proposta (di Ostellari) delle “comunità educanti” dal confronto. La mobilitazione comunque continua”. Resta sulle barricate Silvia Panini portavoce di Volt (movimento che ha organizzato il presidio del 25 febbraio davanti alla Dozza): “Il trasferimento dei giovani detenuti non è un provvedimento amministrativo, ma una scelta politica che punta a smantellare il sistema penitenziario minorile, come prescritto dal decreto Caivano. Ostellari dice che sarà un trasferimento temporaneo, quello dei minori alla Dozza, ma noi non ci crediamo. E comunque continueremo a vigilare e non arretreremo di un millimetro”.











