di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 14 ottobre 2025
Una cella carceraria nel cuore di Bologna, in piazza Maggiore, perché chiunque possa immedesimarsi nella vita di un detenuto. A grandezza reale, fedelmente arredata e ricostruita, visitabile da chiunque vorrà varcarne la soglia e sentirsi “ristretto” anche se solo per pochi minuti, confrontandosi con uno spazio che diventa confine entro cui si consuma la quotidianità di migliaia di persone. L’iniziativa, per il prossimo weekend del 18 e 19 ottobre, è della Camera penale bolognese Franco Bricola, insieme all’Osservatorio Diritti umani, carcere ed altri luoghi di privazione della libertà, in collaborazione con l’associazione Extrema Ratio e con il patrocinio del consiglio dell’Ordine degli avvocati di Bologna e del Comune.
“La vita dietro le sbarre: una cella al centro della città” è il titolo dell’iniziativa il cui intento è, scrive la Camera penale in una nota, “sensibilizzare la cittadinanza sul tema delle condizioni carcerarie, restituendo una percezione tangibile di ciò che significa “vivere dietro le sbarre”: pochi metri quadrati dove il tempo si dilata, la privacy scompare e la dignità rischia di spegnersi”. Nel corso delle due giornate, la cella diverrà anche luogo di riflessione e incontro.
Sono previsti interventi di Alessandro Bergonzoni e del cardinal Matteo Zuppi, arcivescovo di Bologna e presidente della Cei. Bergonzoni interverrà alla conferenza stampa in apertura dell’evento, il 18 ottobre alle 11. La cella è stata realizzata grazie alla collaborazione del Lions Club Borgo Panigale Emilia Ponente. “Entrare in quella cella significherà - riflettono ancora i penalisti -, anche solo per un istante, sentire il peso dello spazio negato, della libertà sospesa, del silenzio che riempie ogni respiro”.
Portare il carcere fuori dal suo perimetro fisico, “aprendo un dialogo con la città e invitando ciascuno a interrogarsi su cosa significhi davvero privare un essere umano della libertà”: è il messaggio che la Camera penale vuole diffondere con queste e altre iniziative volte a far conoscere la realtà della vita nelle carceri italiane, dove il tasso di sovraffollamento medio è oggi al 135%. La Dozza supera anche la media nazionale con un tasso del 177% (798 detenuti presenti al 9 ottobre, su 457 posti regolamentari). Solo pochi giorni fa il Ministero della Giustizia ha avviato la chiusura della sezione Giovani adulti, che però non libererà spazio per gli attuali detenuti ma aprirà le porte della Dozza a nuovi ingressi o trasferimenti.










