di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 12 luglio 2024
Una situazione “a dir poco allarmante”, anzi, “fuori controllo” per certi aspetti: incendi, ricoveri in ospedale per assunzione eccessiva di farmaci, opposizioni rispetto alla misura di isolamento disciplinare. A denunciare, ancora una volta, la grave condizione del carcere bolognese della Dozza, già provato dal sovraffollamento - al momento i detenuti sono 845, a fronte di circa 500 posti - e dalla carenza cronica di personale, è stata ieri, scrivendo direttamente al provveditore regionale dell’amministrazione penitenziaria, la Fp Cgil, che ha ribadito come “gli eventi critici” si stiano susseguendo a un “ritmo vertiginoso”. “Le pretese dei carcerati”, poi, risultano essere sempre “più pressanti”, ha aggiunto il sindacato, segnalando anche come ai nuovi arrivati vengano fornite lenzuola di carta, in mancanza di quelle regolamentari.
Negli ultimi giorni, come ha ricordato ancora la Fp Cgil e come successo nelle settimane scorse anche al carcere del Pratello, “si sono verificati incendi messi in atto da detenuti ampiamente segnalati per le loro intemperanze - ha spiegato il sindacato -: questo ha costretto il personale del reparto infermeria a evacuare l’intera sezione”. Alcuni detenuti in “isolamento disciplinare”, inoltre, rifiutano tale misura e pretendono “di passare intere giornate fuori dalla propria camera detentiva - ha proseguito la Fp Cgil -. Richieste che devono essere subito esaudite, compresa quella di poter parlare direttamente con il comandante di reparto”. Per di più, “sembrerebbe diventata usanza pretendere che gli ispettori in servizio di sorveglianza forniscano sigarette”.
Criticità e problemi di gestione che evidentemente non possono essere risolti solo con la buona volontà e gli sforzi del personale: “A questo punto appare più che evidente che gli sforzi e lo spirito di abnegazione degli operatori non sono più sufficienti a gestire la situazione - ha rimarcato Salvatore Bianco, della Fp Cgil -, situazione che rischia seriamente di sfociare in situazioni ancora più gravi”.
Da qui, dunque, la necessità di una ulteriore segnalazione al provveditorato. “Per l’ennesima volta chiediamo all’amministrazione di mettere in campo interventi seri e risolutivi per creare condizioni minime di vivibilità per la popolazione detenuta e condizioni di lavoro dignitose per il personale di polizia penitenziaria”, ha ribadito Bianco, per poi concludere con “un pensiero ormai ricorrente tra il personale dell’istituto e che lascia sgomenti oltre che suscitare comune indignazione: “Qui i detenuti dovrebbero scontare la loro giusta pena, ma in realtà siamo noi a scontare con loro le pene e quelle di un’amministrazione latitante”“.










