di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 10 agosto 2025
“Ci sono criticità, ma è una misura d’emergenza”. A spiegarlo la magistrata nel provvedimento con cui rigetta il ricorso, “in via preliminare ammissibile”, di cinque detenuti contro il trasferimento. Fonti del ministero garantiscono che la sezione sarà chiusa tra settembre e ottobre- “È indubbio che il trasferimento dei giovani detenuti” nella sezione minorile della Dozza abbia comportato “una situazione disagevole e per molti aspetti peggiorativa rispetto a quella di provenienza”.
Lo scrive la magistrata Francesca Salvatore, perché lo ha constatato con i suoi occhi nel corso di numerosi accessi, nel provvedimento con cui risponde al reclamo presentato da cinque giovani detenuti contro il trasferimento, per la sua presunta illegittimità. Come i ricorrenti, già il garante regionale dei detenuti Roberto Cavalieri, nonché quello comunale Antonio Ianniello e le associazioni di penalisti, avevano fatto notare che la scelta ministeriale avrebbe violato il principio di separatezza dalla detenzione adulti che deve regolare quella per i minori e il principio di territorialità della pena.
Su questi punti la magistrata ammette che “il ricorso appare in via preliminare ammissibile”, ma lo rigetta perché, scrive, “la garanzia di temporaneità” fornita dall’amministrazione “è garanzia di salvaguardia dei diritti degli interessati”, risultati lesi, quindi, solo in via provvisoria e per bilanciarli con la necessità di ridurre il sovraffollamento delle carceri minorili che pure lede diritti costituzionalmente tutelati.
Una provvisorietà che, garantiscono fonti del ministero della Giustizia, sarà rispettata: a settembre, al più tardi in ottobre, la sezione giovani adulti della Dozza chiuderà, visto che il 2 agosto è stato inaugurato il nuovo Ipm a L’Aquila e presto sarà pronto quello di Lecce. “La chiusura che auspichiamo - commenta Cavalieri - oltre a porre fine a tutte le criticità di quella sezione, libererebbe 100 posti per gli adulti, visto che sappiamo che anche i penitenziari ordinari sono allo stremo”. Criticità su cui concorda la magistrata di Sorveglianza, tant’è che le mette in fila una per una nel suo provvedimento: i giovani detenuti, spostati alla Dozza pur avendo commesso reati da minori, hanno trovato “spazi comuni inospitali, acusticamente confusivi, privi di mobilio adeguato, disorganizzati, con area esterna molto limitata e chiusa tra muri; la presenza di sola acqua fredda nel bagno; il servizio di rifornimento dei pasti da ditte esterne non adeguato; risorse professionali ivi comandate in condizioni difficili; la iniziale completa assenza di progettazione educativa e di attrezzature”.
Occasionalmente i giovani a contratto con i detenuti adulti - Sebbene le condizioni iniziali siano migliorate, soprattutto sotto il profilo dei percorsi rieducativi, per alcuni dei ricorrenti il trasferimento ha comportato l’allontanamento dai familiari, mentre per altri, accomunati con detenuti coinvolti in episodi critici negli istituti di provenienza, “influenze negative e tensioni, oltre ad agiti autolesionistici”.
A ciò si aggiunge che occasionalmente i giovani detenuti vengono in contatto con i ristretti adulti e che uno dei ricorrenti, un neo 18enne tunisino, l’unico a non aver ancora ottenuto il trasferimento o i domiciliari, ha dovuto rinunciare alla licenza media per la quale si stava preparando nell’Ipm di Torino. Criticità che Cavalieri aveva più volte sottolineato. La sezione ospita al momento 22 detenuti, numero rimasto stabile da marzo anche per la difficoltà a reperire personale.











