bolognatoday.it, 21 aprile 2025
Le avvisaglie dei disordini di ieri c’erano già tutte, ma “sono mancati congrui interventi per stemperare il clima di tensione”, ha detto il garante dei detenuti Antonio Ianniello. Dalla sera di venerdì 18 aprile fino al pomeriggio di sabato 19 aprile sono scoppiati all’interno del carcere minorile del Pratello dei disordini che hanno coinvolto diversi detenuti. Venerdì sera c’è stata una rissa tra quattro reclusi, mentre la mattina di sabato sei di loro si sono asserragliati all’interno di una cella, utilizzando mobili e materassi per evitare il contatto con gli agenti di polizia. L’obiettivo era quello di evitare il trasferimento di uno di loro - da poco maggiorenne - in un istituto penitenziario per adulti.
Nell’Istituto penale minorile, sabato, è intervenuto anche il personale del Gruppo intervento operativo (Gio), un reparto della polizia penitenziaria specializzato nel sedare le rivolte dentro le carceri. Nel pomeriggio le operazioni si sono concluse anche grazie all’uso di “forza fisica nella misura strettamente necessaria”, scrive il garante per i Diritti delle persone private della libertà personale del Comune di Bologna Antonio Ianniello.
Ianniello, in una nota diffusa da Palazzo d’Accursio, scrive che “già in occasione di recenti sopralluoghi all’interno dell’istituto la tensione era risultata palpabile. Si deve constatare che non si sia comunque riusciti a porre in essere interventi adeguati proprio per stemperare tale clima al fine di prevenire la degenerazione della situazione sino a questi gravi fatti accaduti”.
I “diritti compressi” dei giovani adulti trasferiti alla Dozza - Le riflessioni del garante sono molto dure e mettono in dubbio la possibilità che l’istituzione penitenziaria possa, in queste condizioni, rappresentare una reale “opportunità per la presa in carico dei percorsi detentivi dei ragazzi”. Il numero di reclusi al Pratello è sistematicamente superiore alla reale capienza dell’istituto: “Senza numeri che siano davvero sostenibili - scrive ancora Ianniello - il sistema della giustizia minorile perde la sua specificità e si deteriora, riducendosi alla coatta riproduzione di quanto già si registra nel contesto detentivo degli adulti, e così scivolando verso una lenta, misera e inaccettabile regressione”. Siamo “sempre più nella direzione della più piena assimilazione della detenzione minorile alla detenzione degli adulti”, come testimonia la recente apertura alla Dozza della sezione dedicata ai detenuti provenienti da istituti minorili. Stessa sezione dove, verosimilmente, sarà trasferito uno dei ragazzi coinvolti nei fatti avvenuti tra venerdì e sabato al Pratello.











