di Massimo Selleri
Il Resto del Carlino, 30 luglio 2024
La storia del detenuto in semilibertà ammesso al progetto esterno. L’impiego come carpentiere alla Amplia, che costruisce il Passante. “Mi sento come gli altri, nessuno mi giudica per il mio vissuto”. Dal lunedì al venerdì Luigi esce dal carcere della Dozza la mattina poi, a piedi, raggiunge il cantiere di Amplia di via Ferrarese. Resta lì fino al pomeriggio, quando compie il percorso inverso e torna in cella. Quelle otto ore di lavoro sono una luce in fondo al tunnel, la speranza che dopo aver pagato il suo debito con la giustizia, una nuova vita sia possibile. “Quando ti rendi conto di avere sbagliato - racconta Luigi - pensi solo a come non ripetere più il tuo errore. La mia condotta durante la detenzione e gli anni che ho già scontato possono creare la possibilità di trascorrere l’ultima parte della pena fuori dal carcere, ma non sapevo che cosa avrei fatto fuori dalla Dozza. Il mio timore era che fossi costretto a vivere nuovamente di espedienti”.
La sua è una lunga condanna, relativa a un reato commesso nel 2011, ma adesso quello che conta è la voglia di dare una svolta definitiva alla propria vita. “Quando attraverso l’associazione Seconda Chance mi è stato chiesto di partecipare a questo lavoro non sapevo nulla di edilizia. Pensavo che questo fosse un ostacolo, ma ero molto motivato. Poteva essere l’occasione di riscatto che cercavo e lo è stata anche perché sono stato considerato un lavoratore come gli altri. Stessi diritti e stessi doveri dei miei colleghi senza trattamenti di favore, un contratto identico al loro e la pazienza che avrebbero avuto con chiunque nell’insegnarmi un lavoro che non avevo mai fatto. È quella partenza alla pari che ti consente di non ricadere più nei vecchi errori e di metterti alle spalle quelli del passato. All’inizio i miei colleghi credevano in me più di quanto io credessi in me stesso e anche questo essere visto come gli altri ha fatto la differenza”.
Amplia Infrastructures è la società che si sta occupando della messa a terra delle opere contenute nel grande programma di ammodernamento della rete autostradale nell’ambito del Piano industriale di Autostrade per l’Italia e nello specifico a Bologna si sta occupando nella costruzione del ‘Passantè. “Nel nostro settore - a parlare è il direttore tecnico del cantiere, l’ingegnere Roberto Rutigliano - la selezione del personale non è un’operazione semplice. La motivazione è un fattore importante e il percorso proposto da Seconda Chance ci sembrava desse le giuste garanzie. L’esperienza che stiamo facendo con Luigi è la conferma che la nostra decisione di partecipare a questo progetto è stata corretta. Sicuramente lo scopo sociale è rilevante, ma quello che conta davvero è che noi cercavamo un carpentiere, che Luigi avesse la determinazione per imparare questa professione e che qualcuno ci abbia messo in contatto vista la sua situazione particolare. Si è inserito nel gruppo dei colleghi perché con loro condivide un lavoro e non ci sono stati trattamenti di favore ma tutto ha seguito il percorso classico che applichiamo a tutti i nostri dipendenti anche per quanto riguarda l’iter legato a un contratto di lavoro a tempo indeterminato”.
Creata dalla giornalista Flavia Filippi del tg La7, l’associazione Seconda Chance porta occupazione dentro e fuori dalle carceri, presentando agli imprenditori la possibilità di fare impresa direttamente all’interno dei penitenziari diffondendo la legge Smuraglia che offre sgravi fiscali e contributivi a chi assuma, anche part time o a tempo determinato, detenuti che sono ammessi al lavoro esterno. Una formula che sulla falsariga del percorso che sta effettuando Luigi sta diventando sempre più efficace dato la stessa Amplia che ha chiesto 8 nuove posizioni lavorative per i cantieri di Genova, Bologna, Firenze e Napoli e sta valutando l’inserimento di personale amministrativo selezionando chi ha requisiti giuridici e professionali idonei tra la popolazione carceraria della Dozza.











