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bolognatoday.it, 22 maggio 2025

All’indomani del rapporto di Antigone sulla situazione all’istituto bolognese, il sindaco ha chiesto un intervento da parte del governo. “Muri sporchi di cibo o di chissà cos’altro, colate di liquidi ripugnanti, bucce di banana, di mandarino, fili elettrici a vista strappati dal muro, involucri di ogni tipo che nessuno raccoglie, cicche di sigaretta, uno strato di nera polvere ovunque”. È così che Susanna Marietti, coordinatrice di Antigone, descrive sulla sezione blog de ilfattoquotidiano.it la situazione al carcere minorile di via del Pratello, a Bologna.

Le notizie sulle condizioni di vita difficili e degradanti che i giovani detenuti sono costretti a vivere sono riportate spesso sui quotidiani locali e nazionali. Ma la situazione nell’ultimo anno e mezzo, scrive Marietti, è profondamente cambiata: “Oggi il direttore, lasciato troppo solo di fronte alla situazione precipitata, non può contare su personale sufficiente neanche a garantire una corretta igiene degli spazi. Quel che abbiamo trovato durante la nostra visita è indegno. Il corridoio, i refettori, le scale: tutto è lercio da fare schifo”.

Il rapporto di Marietti, che ha visitato l’istituto insieme alla presidente di Antigone Emilia Romagna Giulia Fabini, è crudo e diretto. Sulla stampa il racconto non ha trovato molto spazio, ma delle condizioni del Pratello ne ha parlato il sindaco Matteo Lepore interrogato in proposito dai cronisti a margine della conferenza stampa sui primi tre anni di mandato.

“La situazione è grave e va affrontata dal governo in maniera seria - ha detto Lepore -. Noi ogni mese visitiamo con assessori, consiglieri comunali e parlamentari sia il Pratello che la Dozza, e credo che su questo bisogna davvero che il governo dia risposte concrete. Noi abbiamo dato disponibilità a chi ci ha chiesto come città di affrontare un progetto condiviso, ma adesso le chiacchiere stanno a zero e le condizioni di chi vive in ambito carcerario devono migliorare”.

Nell’istituto bolognese, poi, c’è anche “un uso di farmaci molto elevato, non c’è assistenza medica, non ci sono educatori sufficienti e gli spazi sono angusti - conclude il sindaco -. Purtroppo in questo momento il governo pensa a come rinchiudere le persone nei centri di accoglienza, nei centri di espulsione e nelle carceri, ma poi alla fine non seguono fatti concreti rispetto alla gestione di questi problemi”.