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Il Dubbio, 14 giugno 2025

Una delegazione dell’associazione Extrema Ratio ha visitato ieri la Casa circondariale della Dozza di Bologna, accompagnata dal vicepresidente della Camera Giorgio Mulè, dal senatore Pierferdinando Casini, dal deputato Roberto Giachetti e dalla Camera penale di Bologna “Franco Bricola”. Sovraffollamento, carenza cronica di personale e condizioni materiali inadeguate: la struttura ospita attualmente 757 detenuti, a fronte di una capienza regolamentare di poco più di 450 posti. Gli educatori sono soltanto 9, molte celle presentano materassi da sostituire, impianti doccia malfunzionanti e pareti segnate da muffa. Anche il corpo di polizia penitenziaria opera in forte carenza d’organico. È emersa con chiarezza una realtà che purtroppo rappresenta la regola nel sistema penitenziario italiano.

Extrema Ratio lancia quindi un appello: “Serve un cambio di passo urgente e trasversale. La dignità della pena non è tema da affidare alla contesa ideologica. Non è questione di destra o sinistra, di laici o cattolici, di progressisti o conservatori. È un principio fondativo dello Stato democratico, che impone a tutti, istituzioni e società civile, di agire con responsabilità. Non a caso”, si legge ancora nella nota diffusa dal direttivo di Extrema Ratio, “l’associazione ha deciso invitare e coinvolgere tre autorevoli parlamentari, provenienti sia dalle fila dell’opposizione che della maggioranza, esponenti di culture politiche diverse ma dalla condivisa e nota sensibilità garantista, a vedere, in prima persona, le condizioni disumane in cui versano i detenuti. In un contesto penitenziario segnato da povertà, disagio psichico e dipendenze, i principi costituzionali di umanità della pena e di funzione rieducativa, sanciti dall’art. 27 della Costituzione, rischiano di rimanere lettera morta e la denuncia non basta più: servono proposte concrete”.

E il comunicato ricorda “la liberazione anticipata speciale, rilanciata dall’Onorevole Giachetti e apertamente sostenuta dal Presidente del Senato Ignazio La Russa, anche grazie all’impegno di Rita Bernardini. Una misura che, pur non risolvendo da sola i problemi del sistema, rappresenta un primo passo concreto verso la riduzione del sovraffollamento e il ripristino di condizioni rispettose della dignità umana. Non c’è più tempo. È ora di trovare almeno una soluzione a breve termine”.