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bolognatoday.it, 8 giugno 2025

Antonio Ianniello denuncia due situazioni critiche: sovraffollamento e degrado nel carcere minorile del Pratello, condizioni inumane e rischio salute alla Dozza. Una fotografia preoccupante delle condizioni carcerarie a Bologna arriva dalla relazione 2024 presentata in commissione a Palazzo D’Accursio dal garante dei detenuti del Comune, Antonio Ianniello. Due i nodi principali segnalati: il carcere minorile del Pratello, dove l’apertura del secondo piano avrebbe peggiorato drasticamente la qualità della detenzione, e il carcere della Dozza, dove il numero dei detenuti ha superato livelli critici, toccando soglie che per il garante rischiano di configurare trattamenti disumani.

A oltre tre anni dall’apertura del secondo piano detentivo al carcere minorile del Pratello, “possiamo dire con chiarezza che ha esacerbato le criticità esistenti”, ha dichiarato Ianniello. Il Garante parla di condizioni peggiorate sia per i ragazzi detenuti che per gli operatori penitenziari. “Si è affacciata con tratti inediti e prepotenti la criticità del sovraffollamento”, con punte di 59 ragazzi su una capienza regolamentare di 40, oggi scesi a 43.

“Possiamo parlare di un’inaccettabile assimilazione della detenzione minorile a quella per adulti”, denuncia Ianniello. “Aumenta il tempo vuoto e privo di qualità che i ragazzi trascorrono nelle celle”.

Anche nella sezione per giovani adulti aperta alla Dozza - dove sono stati trasferiti 28 ragazzi in attesa dell’apertura di nuovi istituti a Rovigo, L’Aquila e Lecce - le condizioni sono definite “inadeguate e restrittive”, con spazi angusti, celle poco luminose e attività ridotte, nonostante recenti miglioramenti come laboratori di teatro, edilizia e barberia.

Dozza: 760 detenuti su 457 posti. “Violata la Convenzione europea”

Ancora più grave, secondo il Garante, è la situazione della casa circondariale della Dozza, dove si registrano 760 detenuti a fronte di una capienza regolamentare di 457. Tra questi, 83 donne, 11 delle quali avviate al lavoro esterno. A causa della saturazione degli spazi, in primavera sono stati sospesi per giorni nuovi ingressi, dirottando i detenuti su altri istituti del distretto. “Se i numeri continueranno a salire, ci troveremmo di fronte a una flagrante violazione dell’articolo 3 della Convenzione europea per la salvaguardia dei diritti dell’uomo”, ha affermato Ianniello, ricordando che tale norma vieta pene e trattamenti disumani o degradanti.

Il garante ha anche denunciato la presenza di tossicodipendenze e pratiche di autolesionismo, affermando che circa un terzo dei detenuti ha dichiarato uso di sostanze all’ingresso, e che all’interno dell’istituto sono stati documentati abusi di psicofarmaci, inalazioni di gas da bombolette da cucina e produzione artigianale di alcolici fermentati.

“Servono percorsi specifici e strutturati per affrontare queste dipendenze, che rappresentano un rischio per la salute e una fonte di tensione continua nelle sezioni”, ha detto Ianniello, sottolineando l’urgenza di nuove strategie per prevenire il rischio suicidario e costruire “relazioni significative” tra personale e detenuti.