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Il Resto del Carlino, 6 febbraio 2026

Da oggi a domenica le installazioni di Anila Rubiku: un legame tra il dentro e il fuori per una seconda possibilità. Per la prima volta l’arte contemporanea entra dentro la casa circondariale Rocco D’Amato, trasformando il carcere della Dozza in un luogo di dialogo e di partecipazione culturale. L’iniziativa nell’ambito di Art City, in collaborazione con la direzione del carcere, invita la cittadinanza ad entrare simbolicamente in uno spazio di soglia tra arte, vita e giustizia sociale. All’interno del carcere, da oggi a domenica, l’Associazione Acrobazie presenta l’installazione “L’arte messa alla prova: Anila Rubiku. Im still standing” dell’artista italo-albanese Anila Rubiku, a cura di Elisa Fulco.

“Portare Art City in carcere - dichiara la direttrice Rosa Alba Casella - è un altro tassello del processo di integrazione tra carcere e città, che da alcuni anni si sta portando avanti in collaborazione con gli enti del territorio. L’arte insomma non come lusso per pochi, ma come specchio della condizione umana e come possibilità di trasformazione”.

Anila Rubiku presenta quattro interventi distribuiti negli spazi dedicati ai colloqui con i familiari e i legali delle persone detenute: il titolo ‘Im Still Standing’, ispirato alla canzone di Elton John, è dedicato al tema della resilienza, della speranza e delle seconde possibilità. Si va da una serie di disegni di uccelli ‘Hope is the things with feathers’; alcuni disegni di protesi dei veterani, che mostrano le soluzioni creative adottate per restare in piedi (appunto ‘Im Still Standing’); poi ancora alcune le porte ricamate (‘The Inner doors’); ritratti astratti delle detenute albanesi (Defiants’s Portrait). Per accedere basta un documento e l’autocertificazione.