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di Paolo Colonnello

La Stampa, 2 agosto 2022

Il presidente della Regione Bonaccini: “Quarantadue anni dopo chiediamo ancora piena verità: il lavoro non è terminato”. È partito da Piazza del Nettuno, a Bologna, per poi dirigersi a Piazza Medaglie d’Oro, in Stazione, il corteo commemorativo per il 42esimo anniversario della Strage del 2 agosto. Sono presenti, tra gli altri, il sindaco Matteo Lepore, la vicesindaca Emily Clancy, il ministro dell’Istruzione, Patrizio Bianchi. Il presidente della Regione Emilia Romagna, Stefano De Maria, il deputato del Pd, Andrea De Maria, il presidente dell’associazione dei parenti delle vittime, Paolo Bolognesi.

Quando il Corteo ha iniziato a sfilare è partito un applauso da parte delle persone presenti. “Finalmente quest’anno c’è stato il processo ai mandanti, in primo grado ha dato una sentenza importante, che ha confermato quelle che per noi erano intuizioni. Adesso la Corte di assise ha confermato che la strage di Bologna è stata finanziata dalla loggia massonica P2, protetta dai vertici dei servizi segreti e eseguita da terroristi fascisti. Cominciamo ad avere sentenze è sempre più difficile confondere le acque con piste assurde”. Sono leparole pronunciate dal presidente dell’associazione dei familiari delle vittime della Strage del 2 agosto 1980, Paolo Bolognesi, nel suo intervento nel cortile del Comune nel giorno del 42/o anniversario.

E ha aggiunto: “Sbloccare la legge che tutela le vittime di terrorismo e stragi. Lo ha ribadito il presidente dell’associazione dei familiari delle vittime del 2 agosto 1980 Paolo Bolognesi. “Da 18 anni - ha detto - c’è una legge licenziata in parlamento nell’agosto del 2004. Diciotto anni per farla funzionare sono troppi. Finalmente avevamo una legge che stava concludendo l’iter con il favore governo del e tutti i partiti hanno firmato”. Ma “in tutto questo iter” ci sarebbero problemi con “i ministeri economici che sembrano fare i furbetti”. “Qual è un motivo primo per affossare una legge? Dire che costa troppo”, ha detto Bolognesi, secondo cui bisogna evitare che le vittime “debbano fare causa per ottenere quello che gli spetta”, ha aggiunto, criticando “l’ottusità di quei ministeri”. “Diciott’anni senza normativa sono troppi, per qualche parruccone che vuole una corretta interpretazione”.

L’intervento del sindaco Lepore - Da settembre Palazzo d’Accursio sarà la sede dell’Associazione familiari vittime del 2 agosto, perché era giusto dare una sede degna a questa associazione, abbiamo scelto uno spazio importante quello che era riservato alla collezione Morandi, per ospitare l’archivio e accogliere le scuole e portare avanti l’attività didattica. Significa tenere vicino al cuore l’associazione, proteggere questa istituzione della città”.

Lo ha ricordato il sindaco di Bologna Matteo Lepore, dal cortile d’onore di Palazzo d’Accursio, dove sono iniziate le commemorazioni del 42mo anniversario della strage alla stazione di Bologna. “Oggi è molto attuale proteggere chi si batte per verità e giustizia, sono troppo recenti i depistaggi, dobbiamo proteggere e promuovere la memoria, ecco perché da settembre sarete qui nella casa di tutti i cittadini”, ha concluso il sindaco, rivolgendosi ai tanti familiari delle vittime presenti nel cortile d’onore con le loro gerbere bianche appuntate al petto.

Il ministro dell’Istruzione Bianchi - “Siamo qui a ricordare a tutti noi che la lunga scia di sangue che ha attraversato Bologna e lasciato tante vittime e piaghe nel nostro popolo, era diretta a colpire la Bologna antifascista e democratica, diga contro il dilagare di tendenze eversive che volevano colpire la nostra democrazia. Tentativi tutti, Strage del 2 agosto, Italicus, 904, Ustica, Uno Bianca, fino al corpo di Marco Biagi, messi insieme da un infame impasto di fascismo, terrorismo, criminalità comune e istituzioni deviate che volevano minare nella profondità la nostra democrazia”. Così il ministro dell’Istruzione Patrizio Bianchi.

Bonaccini: “Chiediamo ancora piena verità” - “Noi vi siamo a fianco non in modo formale, siamo con voi perché crediamo nella democrazia e non c’è democrazia se non c’è verità”. Lo ha detto il presidente della Regione Emilia-Romagna, Stefano Bonaccini durante l’incontro con i familiari delle vittime della strage del 2 agosto 1980, dal cortile d’onore di Palazzo d’Accursio. “Non contano tanto le parole, ci interessa la presenza, che significa l’abbraccio della comunità di questa regione ai familiari delle vittime e tutti coloro che desiderano sia fatta piena verità e giustizia - ha proseguito - sono stati fatti passi importanti in avanti, non è ancora terminato ciò che vorremmo, la piena verità per rendere giustizia a chi non c’ è più, a tutti coloro che sono animati da valori di libertà, giustizia democrazia e vogliono la verità”. “Insieme all’associazione dei familiari abbiamo contribuito ad un unicum, abbiamo versato presso l’Archivio di Stato tutti i fascicoli dei processi dal 1971 in poi, per terrorismo eversivo, stragismo, che hanno permesso di terminare il lavoro della strage del 2 agosto, dell’Italicus e Uno bianca, un contributo molto importante per avere un patrimonio a disposizione per conoscere la verità e fare memoria”.