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di Massimo Marino

 

Corriere di Bologna, 23 aprile 2020

 

In un video il percorso dei laboratori affrontato dalla compagnia di Billi Al centro la storia della "Conferenza di Sanremo", dopo la Grande Guerra. Sono ormai sei anni che il Teatro del Pratello, con varie collaborazioni e con partecipazioni di persone di diverse età, ricorda la Resistenza in modo non celebrativo, affrontando ogni anno un tema di storia contemporanea con uno spettacolo del progetto Voci. Si tratta di documenti diversi che si trasformano in parole, azioni sceniche, immagini ambientate in luoghi carichi di senso e di storia della città. Nel 2014 nel chiostro di San Mattia abbiamo assistito a una rievocazione delle parole dei protagonisti della Resistenza come domanda aperta alla memoria dei più giovani, anche sulla retorica della celebrazione. Poi, riportiamo in ordine sparso, al ricordo dei bombardamenti su Bologna in San Francesco, delle leggi razziali nella zona della Sinagoga, alla caduta del Muro di Berlino l'anno scorso nei cortili di palazzo d'Accursio.

Quest'anno si sarebbe raccontata la Conferenza di Sanremo, che nulla ha a che fare con il festival. Si tratta di un momento della storia politica successiva alla Prima guerra mondiale, un convegno tra le potenze vincitrici per il "riordino" del Medio Oriente dopo la caduta dell'Impero Ottomano. Fu in quella occasione che Francia e Inghilterra, tramite i mandati, affermarono la loro supremazia su quella parte del mondo, tracciando confini con linee dritte, alimentando tutti i futuri disordini, le cui conseguenze sarebbero arrivate fino a noi nella forma di conflitti più o meno perenni, torbidi, stragi, migrazioni. Si trattò, come dice il progetto, di una vera e propria "invenzione del Medio Oriente" come lo abbiamo conosciuto noi.

Un impegno robusto, quello della compagnia diretta da Paolo Billi, che si andava realizzando attraverso laboratori con studenti delle superiori, con giovani in carico a comunità di recupero esterne al carcere minorile, con cittadini di diversa età, grazie anche alla collaborazione storica dell'Istituto Parri, a quella artistica dei laboratori di MAMbo, a quella della classe di Musica applicata del maestro Aurelio Zarrelli del conservatorio "Martini".

Lo spettacolo avrebbe dovuto coinvolgere vari spazi di Salaborsa, ma naturalmente non ci sarà, anche se alcuni laboratori, in particolare quello di MAMbo di ricerca e creazione di immagini e quello di scrittura diretto da Viviana Santoro si sono svolti online con nutrita partecipazione. Lo spettacolo è rimandato all'autunno, ma dal 25 al 30 aprile si potrà entrare nel discorso con il video Voci 2020 - Work in progress, visibile sui canali social e sul sito del Teatro del Pratello.

Dei pregiudizi che abbiamo nei confronti delle popolazioni mediorientali, del lontano misterioso incontro tra San Francesco e il Sultano, dei patti segreti tra il principe ereditario d'Arabia e il movimento sionista subito prima della Conferenza avrebbe narrato la performance, in vari "tappeti", scene raccolte, a stretto contatto di voce, come narrate da contastorie in tende nel deserto. Nel video sono rimaste testimonianze del percorso, con notizie storiche fornite da Luca Alessandrini del Parri, con parole del regista Paolo Billi sullo spettacolo, interventi di Ilaria Del Gaudio di MAMbo e di Aurelio Zarrelli sulle musiche. Per informazioni: teatrodelpratello.it; 333.1739550.