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di Chiara Marchetti

Corriere di Bologna, 12 giugno 2026

All’istituto una sala con 500 libri. Avallone: “Per trovare le parole giuste”. Le pareti colorate, due tavoli con le sedie e scaffali pieni di libri. È la nuova biblioteca dell’Istituto penale per minorenni “Pietro Siciliani” in via del Pratello, frutto del progetto “Letti in flagranza” realizzato da Coop Alleanza 3.0 e Librerie.coop in collaborazione con il Centro per la giustizia minorile (Cgm) “Un grande investimento per la sicurezza - commenta l’arcivescovo di Bologna, Matteo Zuppi, presente ieri al taglio del nastro - perché sicurezza non significa rafforzare le serrature, ma dare speranze”. Per i giovani detenuti, leggere può significare “ricostruire quello che è stato rovinato e che ha portato a farsi e fare del male” aggiunge il cardinale, sottolineando che se un ragazzo scopre la conoscenza “forse può capire che può fare altre cose” rispetto a quelle che ha sempre fatto.

D’altra parte “noi siamo le parole che abbiamo - spiega Silvia Avallone, ambasciatrice del progetto - e non possiamo cambiare la nostra vita se non abbiamo le parole giuste. Se sostituiamo un vocabolario di illegalità, di disperazione e di rabbia con un vocabolario di speranza e di riscatto sociale, allora stiamo sostituendo il destino della nostra vita a una possibilità di alternativa, a una scelta”. Sugli scaffali della nuova biblioteca ci sono oltre 500 volumi - dalla letteratura per ragazzi ai fumetti, e poi ancora grandi classici e saggi di vario tipo - donati dai clienti e dai soci Coop in poco più di un mese. Ad allestire lo spazio “ci siamo divertiti un casino”, racconta il cappellano don Domenico Cambareri, ponendo l’attenzione sul fatto che spesso “i ragazzi si boicottano da soli perché credono di non farcela, e allora sta a noi adulti crederci per loro”.

Per la presidente del tribunale dei minori, Gabriella Tomai, “queste esperienze sono dei ponti perché danno senso al nostro lavoro. Come magistrati abbiamo un sogno, cioè trasformare i problemi in opportunità, ed è possibile farlo solo se riusciamo a creare una possibilità di cambiamento”. La biblioteca dell’Ipm funzionerà come una normale biblioteca, dove i giovani detenuti potranno prendere in prestito i libri e partecipare a gruppi di lettura e incontri con gli autori. Dopo il taglio del nastro, si guarda avanti. “Il nostro sogno- dichiara il dirigente del Cgm, Nicola Palmiero- è creare una biblioteca specializzata in modo da far nascere una dimensione di confine con l’esterno, così da renderla accessibile anche a persone esterne per tesi e approfondimenti”.

L’inaugurazione è stata inoltre un’occasione per riflettere sul ruolo degli Ipm, molto diversi da come appaiono, ad esempio, nella fiction Rai “Mare Fuori”. “Non esiste quella roba - attacca il direttore dell’Ipm bolognese, Lorenzo Roccaro - e anzi è piena di str…. Lì fanno vedere i ragazzi con i gioielli quando qui facciamo la guerra per fargli togliere le collanine perché è pericoloso”. E proprio nell’istituto di via del Pratello verrà realizzata una sorta di contro-serie in quattro puntate, girata dagli stessi detenuti e dal titolo “Vero mare dentro”, che mostrerà “com’è fatto veramente il carcere”, chiarisce Roccaro. Intanto, i lavori all’Ipm continuano.

“A luglio - rivela il direttore - riapriremo il Centro di prima accoglienza della comunità per minori, mentre i lavori aggrediranno l’istituto vero e proprio a partire dalla metà di luglio e quindi siamo già a una capienza ridotta. In questo momento abbiamo 29 ragazzi, che diventeranno 22 entro l’inizio del cantiere” e non ne arriveranno di nuovi. Per quanto riguarda poi il personale di Polizia penitenziaria, in questo momento “siamo a pieno organico” perché “sono appena stati assunti sette agenti”, due sono andati via “e quindi il saldo è più cinque”, conclude Roccaro.