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di Federica Nannetti

Corriere di Bologna, 25 gennaio 2026

Per il ministro il sovraffollamento sta migliorando ma garante e sindacati restano critici. In poco più di un mese e mezzo, “tra l’1 ottobre e il 19 novembre 2025”, al carcere della Dozza si sono contati “18 aggressioni tra ristretti, 33 fatti di danneggiamento, 7 incendi, 5 proteste collettive, 19 proteste individuali, un tentativo di evasione e 6 episodi di introduzione di oggetti non consentiti”. A fornire i numeri e a promettere “interventi, alcuni già concretizzati e altri in attuazione, a sostegno della struttura bolognese” è stato il ministro della Giustizia, Carlo Nordio, rispondendo a un’interrogazione dei senatori del M5s su quali iniziative abbia intenzione di “attivare per ristabilire condizioni minime di sicurezza”, hanno scritto nell’atto ispettivo i pentastellati, ricordando anche di un sovraffollamento cronico e di un organico sottodimensionato.

“Per quanto riguarda la pressione detentiva, si è proceduto a operare riequilibri mediante trasferimenti verso altri istituti - ha assicurato il Guardasigilli nel 2025 sono stati disposti 57 trasferimenti di detenuti in circuiti di media sicurezza, contribuendo a mitigare l’impatto del sovraffollamento. Parallelamente, l’amministrazione ha rafforzato l’area del trattamento”, con la stabilizzazione, per esempio, di “otto psicologi dedicati, affiancati da tre professionisti dell’Ausl nell’ambito della psichiatria forense”. Sul fronte del personale, ha poi aggiunto il ministro, “per colmare i vuoti, l’amministrazione ha proceduto all’assegnazione di 11 viceispettori e di 16 sovrintendenti”, con la promessa di altri arrivi.

Tuttavia per il garante provinciale Antonio Ianniello, così come per i sindacati di polizia penitenziaria, è difficile non notare come questi numeri non rappresentino tutta la realtà della Dozza: basti pensare ai detenuti presenti, costantemente intorno agli 800 a fronte di una capienza di 507. I trasferimenti sono stati compensati con altri arrivi, che in alcuni periodi, a fine 2025, sono stati senza preavviso e a gruppi di 15-20 per volta, come denunciato dalla Fp-Cgil a novembre. È stato allora che la Regione ha scritto a Nordio per chiedere di fermare ulteriori

Attualmente si è arrivati a 860 ristretti: “La situazione è di accentuata difficoltà - le parole del garante- e di progressivo deterioramento delle condizioni. Sono necessari seri interventi deflattivi; si potrebbe affrontare il tema del numero chiuso, una soglia tollerabile oltre la quale non andare”.

A preoccupare, poi, sebbene non vi siano date, la prospettiva di un ampliamento della Dozza, nelle parole di Nordio volto ad alleggerire il sovraffollamento, ma nei fatti impattante in termini di gestione: “La costruzione di un nuovo padiglione da 150 posti”. Non la soluzione auspicata da garante e sindacati. Sul fronte del personale, se da una parte fanno ben sperare i futuri arrivi, dall’altra è indubbia la carenza non solo di poliziotti ma anche di tutte le altre figure necessarie “alla presa in carico delle persone”. Detenuti che spesso hanno anche problemi di dipendenze, se non più gravi: “Il governo sta lavorando bene sulle assunzioni, ma è necessario riorganizzare le carceri per renderle più vivibili e luoghi dignitosi” aggiunge Giovanni Battista Durante, segretario del Sappe, che sottolinea come dopo la chiusura degli ospedali psichiatrici giudiziari, il carcere sia diventato (purtroppo) ricovero anche di persone con disturbi importanti che andrebbero curati altrove. “Il carcere accoglie in misura crescente problematiche sociali che il territorio non è stato in grado di prevenire o di affrontare- le parole di Nicola d’Amore della Fns Cisl. Tali criticità, una volta entrate nel circuito penitenziario, spesso non trovano risposte adeguate e tendono ad aggravarsi. Ne deriva un costo sociale e umano estremamente elevato”.