di Antonella Cortese
Ristretti Orizzonti, 11 febbraio 2025
Il 28 gennaio alla Casa circondariale Rocco D’Amato di Bologna si è tenuto un incontro-evento che ha dato spazio a tutte le forme di espressività possibili all’interno di un carcere: “Parole in libertà e…” con una congiunzione che si è aggiunta al titolo delle precedenti edizioni che intende creare legami e spazi nuovi per accogliere tutte le forme d’arte. La rassegna, non competitiva e aperta a tutti, è stata realizzata grazie al lavoro di persone detenute dei diversi bracci, sia del Maschile che del Femminile, che, in gran parte, hanno partecipato ai laboratori attivati dai volontari. L’iniziativa è promossa e organizzata dal Consiglio di Zona soci di Coop Alleanza 3.0 che ha provveduto a consegnare a tutti i partecipanti un sacchetto con alimenti e beni per la cura della persona, e da AVoC (Associazione volontari carcere) presenza stabile da anni in Dozza. Presente all’appuntamento Alessandro Bergonzoni, l’artista rivoltoso sempre in prima fila nelle battaglie sociali-umane-civili, con la giacca rovesciata, anche in carcere. Ha letto alcuni testi di persone detenute non presenti in sala cinema a causa del regime ostativo e ha coinvolto i detenuti e le detenute presenti, invitando a leggere e a raccontare. Liberi dentro Eduradio & Tv ha ripreso i lettori e le lettrici e gli estratti vengono mandati in onda sulle 3 TV grazie alle quali, quotidianamente, propone una “mezz’ora d’aria” dedicata al carcere e alla città (IcaroTv 18, Teletricolore 97, Giovanni Paolo 79) e su Radio Città Fujiko.
Ogni scritto porta tanto presente ristretto e compresso tra le inferriate e la storia di una vita passata, evaporata in un giorno qualsiasi quando un gesto inopportuno ha fissato il fotogramma su quel preciso istante dopo il quale nulla è stato più come prima e un altro film è cominciato. In molti testi letti emerge un bisogno di natura, un anelito a intrappolare nello sguardo, attraverso le grate, un frammento di azzurro del cielo, ma anche un pensiero alla propria figlia diventata adulta senza i genitori e per anni il tarlo fisso: mi amerà nonostante tutto e nonostante me? Tante storie che diventano poesie, racconti, denunce, preghiere. Un futuro è ancora possibile? Il presente è sopportabile? Insieme ci si supporta e ci si aiuta, soprattutto tra concellini. Tutti i partecipanti, separati per sezione in gruppi di file diverse, applaudono chi ha scritto e ha letto con la voce spezzata e le gambe tremanti, con gli occhiali sbagliati, inciampando sul palco. È stato come lanciare una bottiglia con messaggio in mare, tutti naufraghi alla ricerca di sprazzi di speranza. Chi ha scelto di usare le mani per esprimersi, lo ha fatto dipingendo una casa, disegnando volti, costruendo oggetti con fiammiferi, realizzando origami di auto da corsa o cesti di fiori piegando tanti foglietti tra le dita spesse. Compostezza e, a tratti, commozione in sala. Poi, per sezione, il rientro in cella. Saluti, sorrisi e ringraziamenti, tutti con il proprio sacchetto, in ordine rientrano, dopo poco passerà il carrello con il pranzo. Anche il pubblico viene accompagnato attraverso i diversi blocchi all’uscita, carico di storie sospese, pezzi di vita raccolti tra le parole e un vago senso di vacua tristezza.











