sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Filippo Fiorini

La Stampa, 12 maggio 2026

Raccolta firme dei residenti per fermare il progetto dedicato a Giovanni Tamburi. Il padre: “Occasione persa”. Il bel gesto di Giuseppe Tamburi, è stato rifiutato dai sobborghi di Bologna: l’imprenditore aveva annunciato di voler creare un centro di accoglienza per senzatetto in memoria del figlio Giovanni, morto a soli 16 anni nel rogo di Capodanno a Crans-Montana. Lo aveva deciso dopo aver scoperto che il ragazzo aiutava segretamente un clochard. Concordato con il Comune il piano per quello che avrebbe dovuto essere un villaggio d’accoglienza, e scelto uno dei luoghi possibili in cui si sarebbe potuto realizzare, la risposta dei residenti è stata negativa: giocando d’anticipo, è stata iniziata una corposa raccolta firme per impedirne la costruzione.

“Sono molto dispiaciuto - ha detto l’uomo, che avrebbe contribuito di tasca propria alla pianificazione e la messa in opera, di concerto con il Municipio - forse i cittadini non hanno capito cosa vorremmo realizzare. Se vedessero il villaggio terminato, sono certo che la penserebbero in modo diverso. La struttura che vorrei far nascere nel nome di mio figlio è qualcosa di completamente differente dai container che c’erano prima, i cui inquilini davano spesso luogo a problemi di vario tipo. Si parla di una struttura con casette molto belle, attrezzate. Il mio progetto va proprio nella direzione contraria al degrado”.

Il quartiere Lazzaretto, è uno dei più problematici di Bologna. Si trova alle spalle della stazione centrale, verso la periferia e confina con la realtà multietnica de la Bolognina, spesso protagonista delle cronache locali. Stando alle voci raccolte in strada, residenti e negozianti sono convinti che la struttura attirerebbe altri sbandati, invece di dare una possibilità di riscatto a chi vive per strada. Matteo Di Benedetto, capogruppo della Lega in consiglio comunale, ha raccolto questa istanza, dicendo: “Basta decisioni calate dall’alto, chi vive al Lazzaretto lamenta da tempo problemi di sicurezza, furti, situazioni di degrado”, e ha chiesto l’apertura di tavoli di confronto, per trovare un luogo più adatto in cui aprire il cantiere. L’assessore alla sicurezza della giunta di Matteo Lepore (Pd), Matilde Madrid, ha innanzitutto ringraziato la famiglia Tamburi per l’iniziativa, poi, ha spiegato che si sta cercando di creare “un villaggio con caratteristiche di abitabilità, non solamente moduli per dormire, ma una vera e propria accoglienza quasi domestica” e precisato che il quartiere del Lazzaretto è una delle possibilità al vaglio, insieme ad altre aree. Questa è oggi la città che, da quando sette secoli fa abolì per legge la schiavitù, fa punto d’onore della propria ispirazione progressista e solidale.