di Giuseppe Baldessarro
La Repubblica, 7 giugno 2021
Una "Maratona" organizzata dalla Camera penale con artisti, politici, docenti. Il rocker: "Tenete duro, anche io ho conosciuto la vostra condizione".
"Tenete duro, capisco la condizione di stare in carcere. Condizione che tra l'altro ho conosciuto". L'incoraggiamento di Vasco Rossi ai detenuti della Dozza è arrivato ieri mattina durante la "Maratona oratoria" organizzata dalla Camera penale di Bologna per chiedere un nuovo approccio al tema della rieducazione carceraria di chi "pur avendo sbagliato ha diritto a condizioni di vita dignitose".
Vasco è stato tra i primi artisti, assieme ad Alessandro Bergonzoni, Gaetano Curreri, Franco Eco e Luca Bruno, a dare la propria adesione alla giornata che ha voluto rimettere al centro del dibattito il tema della giusta pena in relazione alla vita in carcere. "Capisco la rabbia e la tristezza che provate - ha detto il rocker in un video. Fate come me, cercate di dare un senso a quell'esperienza anche se quell'esperienza un senso non ce l'ha".
Il cantante ha ricordato: "La pandemia è stata durissima fuori dal carcere, figurarsi all'interno". Vasco ha poi invitato quanti stanno dietro le sbarre a "non mollare". Bergonzoni ha invece dedicato ai detenuti una lunga lettera nella quale ha "chiesto scusa" per le condizioni in cui vivono: "È giusto che chi ha commesso errori paghi, non è però da paese civile che debba pagare due o tre volte".
Secondo l'attore "si deve continuare a lavorare affinché nelle carceri entri il lavoro, il cinema, la scrittura, la bellezza, perché è attraverso queste esperienze che si può costruire un futuro all'esterno". Ed ha aggiunto: "Quelli che dicono che bisogna buttare la chiave non hanno mai trascorso un giorno in carcere, io credo invece che la parola da usare sia sempre perdono. Sappiate che non siete soli". All'iniziativa hanno preso parte anche personaggi del mondo dello sport, politici di tutti gli schieramenti, sindacalisti della polizia penitenziaria, docenti universitari e soprattutto operatori che a vario titolo si occupano di detenzione e reinserimento sociale. Il cardinale Matteo Zuppi ha sottolineato come sia "sempre necessario sostenere chi nella sua vita attraversa un momento di difficoltà".











