di Andreina Baccaro
Corriere di Bologna, 26 gennaio 2025
Il Garante dei detenuti visita il carcere minorile: “Sempre più simile a quello degli adulti”. “Bisogna constatare con preoccupazione la presenza di 51 ragazzi, a fronte di una capienza regolamentare di 40 (21 i maggiorenni e 29 i ragazzi stranieri, di cui una parte assai rilevante sono minori non accompagnati), numeri che fanno sì che risultino deteriorate, in maniera evidente, tanto le condizioni detentive dei ragazzi, quanto le condizioni lavorative dello staff”.
Il garante dei detenuti del Comune di Bologna, Antonio Ianniello, lancia l’allarme sulle gravi criticità presenti nel carcere minorile del Pratello, dopo aver effettuato un sopralluogo nell’istituto penitenziario dove confluiscono i reclusi minorenni da tutta l’Emilia-Romagna. “All’origine dell’esacerbazione delle criticità - spiega Ianniello - c’è l’apertura del secondo piano detentivo, visto che da quel momento c ‘è stato un drastico peggioramento della situazione, con un’acme negativa a partire da maggio, quando si è avuta una concreta e accentuata riduzione delle attività educativo-trattamentali per la grave carenza di organico della Polizia penitenziaria”. “Anche se dopo l’estate è stato stabilmente ripristinato il regolare svolgimento delle attività, nei fatti - denuncia - si può parlare di un’inaccettabile e progressiva assimilazione della detenzione minorile a quella degli adulti, con un aumento di tempo trascorso nelle celle”. “In questo contesto, nel quale sono aumentate le dinamiche di sopraffazione da parte di alcuni ragazzi, con le vittime che tendono a isolarsi, scegliendo di restare chiuse in cella, è urgente intervenire per offrire ai ragazzi un’esperienza detentiva di qualità, per quanto possibile” avverte.
Sul versante del personale, “mancano, per varie ragioni, almeno dieci addetti alla sicurezza, mentre è confortante il dato relativo all’organico delle professionalità giuridico-pedagogiche, che ha visto con il nuovo anno un’integrazione di sei unità”. “Il dato sulle presenze negli istituti penali per i minorenni - sottolinea Iannello - indica un severo incremento anche in correlazione, secondo un’interpretazione assai verosimile, agli effetti del cosiddetto Decreto Caivano, che ha ampliato la possibilità di applicazione della custodia cautelare in carcere nei confronti dei ragazzi”. Problema “risalente” anche quello del Tribunale dei minori: “C’è la grossa questione della tirchieria del Demanio, perché riuscire a fare a Bologna gli spostamenti necessari con quanto stanzia il Demanio è praticamente impossibile, però risolveremo anche questo, con un po’ di fatica. Adesso si va, poi vedremo”, dice il presidente dell’Ordine degli avvocati del capoluogo emiliano Flavio Peccenini.










