di Chiara Gabrielli
Il Resto del Carlino, 10 luglio 2026
Osservatorio carcere, martedì visita alle sezioni più delicate: “Situazione insostenibile”. Cisl-Fns: “Programmare i lavori”. Aggredito un altro agente della penitenziaria. Clima bollente alla Dozza, con tensioni continue, aggressioni e rivoltei. L’ultimo episodio proprio ieri, con un sovrintendente finito all’ospedale dopo essere stato preso a pugni e a colpi di sedia da un detenuto nordafricano. Nella struttura l’aria si fa sempre più irrespirabile e tesa - denunciano sindacati e Osservatorio sul carcere - tra la mancanza di acqua corrente dei giorni scorsi (che ora verrebbe razionata), l’impossibilità, sempre dei giorni scorsi, di farsi una doccia, poche prese per i ventilatori e povertà tra detenuti: “C’è chi non può nemmeno comprarsi una bottiglia di acqua minerale”, denuncia la Cisl-Fns.
Una situazione che a fine giugno ha portato a una rivolta dei detenuti, che una sera si sono rifiutati di rientrare nelle celle, appiccando incendi. “Il carcere dovrebbe far vivere le persone, non farle sopravvivere - così Cisl-Fns -. Queste persone sono state private della libertà, non della dignità. Abbiamo a che fare con poveri, emarginati: un mix esplosivo che crea disordini. E ci vanno di mezzo gli agenti penitenziari. Bisogna programmare i lavori iniziando, intanto, da prese elettriche e rete idrica”.
“La situazione è insostenibile da tutti i punti di vista - interviene Luca Sebastiani, responsabile Osservatorio carcere Camera Penale Bologna -. La mancanza di acqua è un problema ricorrente in questa stagione, tanto da potersi definire strutturale. Non possiamo accettare che non si intervenga. Le istituzioni e l’amministrazione devono farsene carico, perché le condizioni in cui vivono i detenuti e lavorano gli operatori hanno superato abbondantemente il limite della decenza, oltre che dell’umanità. Anche per questo, martedì visiteremo le sezioni più delicate insieme ad altre associazioni e stiamo lavorando a una manifestazione all’esterno della Dozza”.
Chiedono con forza soluzioni, con una nota congiunta, anche il Direttivo e l’Osservatorio Carcere della Camera Penale Franco Bricola. “L’acqua è mancata per oltre una settimana - scrivono. Il guasto, originatosi al terzo piano del reparto giudiziario, si è progressivamente esteso all’intero istituto nelle notti tra il 29 e il 30 giugno. Per garantire l’erogazione a un piano è stato necessario interromperla agli altri, con la conseguente sospensione delle docce. Tutto questo nel pieno di un’ondata di calore, in una struttura progettata per meno di 500 persone che oggi ne ospita oltre 800. Non chiamiamola emergenza. Una dinamica che si ripete con regolarità da anni e più volte segnalata”. Un impianto “che collassa puntualmente ogni estate non rappresenta un imprevisto tecnico, ma il risultato di una manutenzione che si è scelto di non programmare o di non finanziare”, incalzano. Perché “detenere una persona senza acqua, con temperature prossime ai 40 gradi e in celle condivise ben oltre la capienza regolamentare” significa “eseguire una pena diversa da quella inflitta dal giudice e in violazione della legge”.
Inoltre, gli agenti “hanno denunciato di non poter neppure fare una doccia al termine di turni estenuanti e di essere lasciati soli a gestire tensioni generate da carenze strutturali e organizzative note da tempo”. Per questo, chiedono “con la massima urgenza che il Dipartimento dell’amministrazione penitenziaria e il Provveditorato regionale rendano pubblici lo stato dell’impianto idrico della Dozza, le risorse stanziate per la sua sostituzione e un cronoprogramma verificabile degli interventi; che sia garantita una fornitura d’acqua alternativa in tutte le sezioni” e che “si effettuino le verifiche igienico-sanitarie”.










