sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Paola Naldi

La Repubblica, 17 ottobre 2025

Prende il via il 24 ottobre al museo di Bologna il festival che prevede 14 spettacoli negli istituti penitenziari di otto città della regione. C’è un teatro che nasce in carcere, dal lavoro e dalle riflessioni di detenute e detenuti, adulti e ragazzi, ma che poi esce da quegli spazi di reclusione per invadere la città, i luoghi pubblici, i palcoscenici più insoliti. È così che il Mambo, il Museo d’arte moderna in via Don Minzoni 14, si trasforma ancora per ospitare, il 24 e il 25 ottobre alle 20.30, lo spettacolo “Acini di Furore” che vedrà in scena le attrici della Compagnia delle Sibilline, nata all’interno della Dozza. Lo spettacolo è nato dai laboratori tenuti alla casa circondariale da Paolo Billi, regista, autore, drammaturgo, con una vita dedicata a portare l’arte teatrale tra chi deve scontare una pena, come mezzo di crescita e di consapevolezza. In questo caso lui e un gruppo di donne hanno elaborato le parole e il senso di un grande romanzo del Novecento, “Furore” di John Steinbeck, dando vita a una pièce messa in scena con le musiche elaborate dagli studenti del Conservatorio di Bologna, diretti da Aurelio Zarrelli.

Lo spettacolo è il primo appuntamento dal festival “Trasparenze di Teatro carcere” che ha coinvolto diversi istituti di pena della regione e le compagnie che qui portano avanti laboratori teatrali. Una rassegna che si svolge dentro e fuori le case circondariali con 14 spettacoli in 9 istituti di 8 città (Bologna, Modena, Castelfranco Emilia, Parma, Ferrara, Forlì, Ravenna, Reggio Emilia) sotto il titolo “Artaud, gli artisti nei luoghi di reclusione”, prendendo spunto dalla figura dell’artista francese che fu internato per sette anni in un istituto psichiatrico.

Su questo tema la compagnia delle Sibilline porterà in scena, ma alla Dozza, l’11 e il 12 dicembre “Le figlie del Cuore capitolo secondo: Cenci”, con la storia di Beatrice Cenci, la nobildonna romana vissuta nel 1500, condannata per aver ucciso il padre che abusò di lei. Nel programma rientra poi il reading “Prologo. La voliera” realizzato dai giovani del Teatro del Pratello, che sarà letto il 21 novembre all’Istituto di pena per i minorenni.

A Modena si vedrà invece il 22 novembre al Teatro dei segni “Macbeth Prova aperta”, a cura del Teatro dei Venti, con attori e attrici delle Case circondariali di Modena e di Castelfranco Emilia. Poi nelle carceri delle due cittadine andranno in scena altre pièce ispirate a Artaud e a Beckett. A Ferrara a partire da dicembre sono in programma alla Casa circondariale Satta spettacoli tratti da Maeterlink e Artaud, con gli attori-detenuti guidati da Teatro Nucleo.

Il carcere di Reggio Emilia sarà palcoscenico per opere curate dal Centro Teatrale MaMiMò. A Parma la rassegna si divide tra il Centro musicale Arturo Toscanini e il carcere cittadino. A Forlì il sipario dell’istituto di pena si alzerà il 24 e il 25 novembre con una pièce ispirata a Artaud.

A Ravenna gli attori-detenuti si presentano al pubblico il 27 e il 28 novembre con una pièce a cura di Lady Godiva Teatro. Il progetto “Trasparenze di Teatro carcere” si completa poi con un laboratorio che coinvolgerà gli studenti delle scuole superiori delle diverse città in cui si va in scena. Per accedere agli spettacoli nelle carceri occorre un’autorizzazione giudiziaria competente. Info: Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo..