di Valentina Lanzilli
Corriere di Bologna, 21 ottobre 2023
Vittima Taissir Sakka, il 30enne tunisino trovato cadavere domenica mattina nel parcheggio del cinema Filmstudio. Sei carabinieri del Nucleo radiomobile di Modena sono indagati per la morte di Taissir Sakka, il 30enne tunisino trovato cadavere domenica mattina nel parcheggio del cinema Filmstudio 7B in via dell’Abate, vicino alla stazione dei treni. Gli avvisi di garanzia sono stati notificati in mattinata, cinque militari dovranno rispondere di lesioni ai danni del fratello della vittima, Mohamed, che aveva sporto denuncia dopo i fatti, mentre il sesto indagato dovrà rispondere di morte come conseguenza di altro reato.
È stato proprio il fratello della vittima ad indicare i militari in pattuglia quella notte come responsabili del decesso del 30enne, raccontando di una notte di violenze, da qui l’apertura delle indagini da parte della Procura come atto dovuto. Ricordiamo che l’uomo domenica mattina è stato trovato morto nel parcheggio da un membro del dopolavoro ferroviario che ha sede proprio in via Nicolo dell’Abate. Il suo corpo era riverso a terra, tra due auto parcheggiate, con una profonda ferita alla testa. Poche ore dopo i fatti i Carabinieri in una breve nota avevano spiegato che “i sanitari del 118 si apprestavano a soccorrere un uomo senza fissa dimora constatandone il decesso. In corso accertamenti per ricostruire l’esatta dinamica di una possibile caduta accidentale. La persona la sera prima era stata controllata in stato di ubriachezza in un locale della provincia”. Una versione che non aveva mai convinto parenti e amici della vittima.
Tutto era iniziato sabato sera quando Taissir e Mohamed erano rimasti coinvolti in una violenta lite fuori dal circolo Arci di Ravarino, in provincia di Modena. Ad affrontarsi un gruppo di ragazzi residenti in zona e i due fratelli tunisini, come aveva raccontato il responsabile del circolo Arci Luciano Salvi. Una lite che aveva richiesto l’intervento dei carabinieri, che avevano controllato Taissir e lo avevano accompagnato in caserma, in stato di ebbrezza, dove il ragazzo era stato trattenuto per circa 40 minuti insieme al fratello. Le telecamere poi mostrano i due che escono dalla caserma insieme. Resta da ricostruire quello che è accaduto nella notte, dall’una circa fino alla mattina seguente. Da quanto si apprende una pattuglia li avrebbe seguiti, ma non ci sarebbe stato un altro fermo.
Intanto le prime risposte informali iniziano ad emergere dall’esame autoptico effettuato venerdì: secondo quanto comunicato dal perito nominato dagli avvocati difensori dei carabinieri l’esame della salma non mostrerebbe segni di traumi. Tre militari sono difesi dagli avvocati Cosimo Zaccaria e Roberto Ricco, mentre gli altri tre sono difesi d’ufficio da Lorenzo Bergami. “Dispiace per la morte del giovane Taissir - ha commentato l’avvocato Zaccaria - Allo stesso tempo preme sottolineare l’innocenza dei miei assistiti i quali hanno agito nella massima trasparenza e correttezza come confidiamo verrà dimostrato. Già dai primi riscontri autoptici effettuati sulla salma, così come dalla Tac, non sono stati riscontrati segni di traumi o percosse. Resta da capire se la morte sia stata causata da un malore o da una caduta. Abbiamo massima fiducia nella giustizia”.









