di Nicoletta Tempera
Il Resto del Carlino, 16 marzo 2025
Un altro detenuto morto in carcere. Un magrebino di 35 anni è stato trovato senza vita ieri mattina nel letto della sua cella. Era entrato nel carcere della Dozza di Bologna da appena una settimana. È stato il garante regionale per le persone private della libertà, Roberto Cavalieri a rendere pubblica la notizia. Da quel si sa il detenuto aveva iniziato da poco una terapia con il metadone, quando gli agenti della polizia penitenziaria sono entrati in cella non hanno trovati segni o tracce che porterebbero a pensare a un suicidio. Per questo motivo la Procura, avvisata dalla direzione del carcere dell’accaduto, ha disposto l’autopsia sul corpo dell’uomo. Servirà a stabilire con certezza la causa della morte. A gennaio era deceduto un detenuto 40enne di origini pachistane, che mentre camminava in corridoio si è accasciato, forse per un malore.
Da dicembre è l’ottavo detenuto morto nelle carceri dell’Emilia-Romagna. Una piaga che continua a segnare con ritmi vertiginosi questo inizio di 2025 con 62 morti nelle carceri italiane, 17 dei quali per suicidio. Nulla a che vedere con l’anno precedente quando si è toccato il fondo con 246 reclusi morti in tutto il Paese, 91 dei quali si sono tolti la vita. Una situazione che a gennaio ha spinto le Camere Penali di Modena e Bologna a proclamare l’astensione dalle udienze per protestare “contro le condizioni inumane e degradanti in cui versano gli istituti di pena italiani ed il frutto di politiche carcerocentriche che paiono purtroppo insuperabili nell’attuale assetto parlamentare”. Il presidente della Regione Michele de Pascale era andato in visita alla Dozza sottolineando la necessità di interventi adeguati.
In regione sono 3.850 ad oggi i detenuti, un carcere come quello di Parma, con 752 ristretti, non ha mai gestito una cifra simile. Numeri da record anche alla Dozza di Bologna con 950 detenuti a fronte di una capienza di 500.











