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Il Resto del Carlino, 25 settembre 2026

“Un muro può separare le persone, ma un murales può unirle”. È l’idea attorno alla quale lo street artist Fabieke ha immaginato il grande disegno, sei metri per tre, che apparirà a Bologna sotto il cavalcavia di via Ferrarese: a realizzarlo con lui saranno dieci detenuti della Dozza grazie al progetto Un ponte di colore tra carcere e città. E proprio un ponte, impreziosito dall’intreccio di due mani che si stringono, è il soggetto dell’opera: da un lato le mura grige di un penitenziario, dall’altro scene di vita libera. L’iniziativa è promossa dall’Associazione volontari carcere (Avoc) con Quartiere Navile, Cassa delle ammende dell’Emilia-Romagna, Comune e Asp.

Si prevede un laboratorio “con incontri teorici e pratici in carcere. I detenuti saranno formati sull’utilizzo della bomboletta affinché poi una volta fuori, sul muro - spiega Fabieke - abbiano la capacità di collaborare con me nella realizzazione del lavoro”. Il laboratorio durerà due settimane, per realizzare il murales ci vorranno tre o quattro giorni. Al Navile “stiamo lavorando da anni per far sì che la comunità si accorga del carcere e che le persone detenute sentano di avere, quando termineranno la loro pena, un tessuto sociale pronto ad accoglierle”, sottolinea la presidente del Quartiere, Federica Mazzoni. È stato anche aperto un crowdfunding su Ginger attivo fino a lunedì.