circolocubounibo.it, 1 febbraio 2024
Il libro è una finestra di libertà: tanto più se chi lo legge è costretto fra le mura di un carcere. Le porte della casa circondariale ‘Dozza’ di Bologna si aprono per lasciare entrare altri giovani lettori, ma anche gli stessi scrittori e oratori illustri come il latinista ed ex rettore Unibo prof. Ivano Dionigi, il quale ha parlato del “De rerum natura” di Lucrezio. Il Circolo dei lettori della Dozza nasce cinque anni fa dalla collaborazione fra la struttura penitenziaria, l’università e la biblioteca Sala Borsa, altro luogo dove si svolgono gli incontri.
Il gruppo di lettura degli studenti e delle studentesse di Filologia Classica e Italianistica che si incontrano con i detenuti della Casa Circondariale Dozza ricordano le motivazioni dettate dal principio sancito nella nostra Carta fondamentale: “Le pene non possono consistere in trattamenti contrari al senso di umanità e devono tendere alla rieducazione del condannato” recita l’art. 27 della Costituzione italiana.
Su questo comandamento laico, dunque, si basa il percorso di formazione per i detenuti iscritti all’Università di Bologna. Il Circolo dei lettori della Dozza, infatti, ha l’intento di avvicinare gli studenti universitari alla realtà carceraria, creando un ponte tra il circolo dei lettori attivato all’interno della Casa Circondariale di Bologna e un circolo di lettori e lettrici esterno e parallelo, in Biblioteca Sala Borsa Lab, interessati a condividere le proprie riflessioni sui libri di cui si discuterà insieme. Gli incontri, coordinati dagli studenti universitari, vedono il coinvolgimento in carcere di autori, autrici, curatori e curatrici delle opere discusse.










