di Federica Nannetti
Corriere di Bologna, 15 giugno 2025
Nasce il coordinamento per portare attività e laboratori nel carcere minorile. Un precedente esiste già, dal 2023, per il carcere della Dozza: da allora diverse associazioni si sono messe in rete per condividere, insieme alle istituzioni penitenziaria e del Comune, progetti, attività e percorsi per le persone detenute, anche di reinserimento sociale e lavorativo. Ora lo stesso succederà per l’istituto minorile del Pratello: nelle settimane scorse il consiglio di quartiere Porto-Saragozza ha infatti approvato un ordine del giorno per la creazione di un coordinamento del mondo dell’associazionismo e del volontariato per attività all’interno della struttura; una proposta maturata in seguito a diverse sollecitazioni da parte delle realtà che già vi lavorano e di alcuni consiglieri comunali.
“Il reportage drammatico di Antigone, i disordini dei mesi scorsi, l’apertura di una sezione per giovani adulti alla Dozza non possono lasciare indifferenti e hanno dato l’idea di cosa significhi vivere un carcere minorile”, ha sottolineato Cristian Tracà, consigli ere di quartiere che, insieme alla collega Ilaria Gamberini, più si è speso “per dare una risposta alle tante persone che hanno chiesto di fare qualcosa di più in modo coordinato e più attività per i minori”.
Il coordinamento, dunque, nascerà formalmente nelle prossime settimane con l’approvazione, da parte del quartiere, di un avviso pubblico per l’avvio della programmazione e successivamente di un tavolo di lavoro; e nascerà perché è stata ed è la società civile a chiederlo. Oltre a chi ha spinto perché il coordinamento muovesse i primi passi, “in tantissimi altri ci hanno già contattato - ha aggiunto il consigliere - alcuni perché membri di associazioni già attive all’interno del carcere, altri perché pronti a farvi parte. Si è notata una sensibilità e una solerzia molto positiva e tanti, già nelle settimane passate, hanno portato abiti e vestiti da donare”.
Sul tema, venerdì, è intervenuta anche l’assessora al Welfare, Matilde Madrid, che ha ribadito l’importanza di un impegno condiviso: “La recente iniziativa del quartiere Porto-Saragozza sulla nascita di un tavolo di coordinamento carcere potrà portare un’attenzione e un lavoro di raccordo tra le realtà di volontariato; realtà che necessitano non solo di coordinamento rispetto ai bisogni propri del carcere minorile ma anche di un supporto economico e da parte dell’amministrazione pubblica”.
Con la presenza di “figure specializzate” e sulla base delle necessità concordate con la direzione del Pratello si potranno dunque organizzare varie attività o laboratori, specie nei mesi estivi, tra i più delicati, così come ricordato sempre dall’assessora Madrid: “Abbiamo una grandissima preoccupazione per il mese di agosto e per i fine settimana perché sono fasi più difficili da coprire con attività per i ragazzi”. Incontrare un educatore, un cappellano, qualcuno che metta a disposizione il proprio tempo “è ciò che può fare la differenza”, hanno concluso i promotori del coordinamento.











