di Sofia Pellicciotti
Corriere di Bologna, 6 settembre 2025
Il Partito in visita al carcere minorile: “Situazione ancora complicata ma impegno degli operatori”. Nuovi fondi in arrivo per la ristrutturazione del carcere minorile di via del Pratello e della comunità educativa adiacente, dove vengono svolte le misure alternative di collocamento. L’annuncio è arrivato ieri durante la visita di una delegazione del Partito Radicale, composta da Monica Mischiatti, Gemma Gasponi, Ivan Innocenti e Fausto Forti, agli istituti penitenziari bolognesi. “L’istituto minorile è un palazzo storico, ma i locali sono fatiscenti - ha spiegato Mischiatti. I progetti, sospesi ad agosto, riprendono ora e torneremo a verificare i progressi”. I lavori partiranno nei prossimi giorni: lunedì è previsto l’avvio dell’imbiancatura delle pareti. Un primo passo per migliorare una struttura che ad oggi ospita 38 detenuti, la capienza massima è di 40, mentre altri 17 ragazzi sono temporaneamente collocati alla Dozza.
La visita ha avuto un carattere duplice: “Dall’istituto di via del Pratello, infatti, alcuni maggiorenni che avevano commesso reati da minori sono stati trasferiti alla Dozza - ha raccontato Mischiatti -. Non abbiamo potuto vedere le celle, ma solo le aree comuni”. Tra le criticità, la carenza di personale sia nell’area sanitaria che nella polizia penitenziaria. Mancano psicologi e psichiatri, figure fondamentali per garantire un percorso educativo e di reinserimento. “La cura degli aspetti psichiatrici e mentali dei detenuti, soprattutto dei ragazzi, è centrale. Sono persone che torneranno nella società e necessitano di un adeguato supporto - ha aggiunto Innocenti- . Le risorse sono regionali e servirebbe un intervento rapido per colmare i vuoti”. Alla Dozza, la delegazione ha riscontrato condizioni analoghe, con la speranza, ribadita anche dal direttore, di chiudere entro breve la sezione.
La delegazione ha riconosciuto l’impegno degli operatori: “Abbiamo molto rispetto per tutti gli operatori che combattono con delle grosse difficoltà. Oggi abbiamo incontrato dei minori che hanno prospettive concrete, grazie ai laboratori di formazione professionale, come quello legato alla ristorazione”, hanno sottolineato i membri del Partito Radicale.
Particolare attenzione è stata dedicata poi alla tossicodipendenza trai giovani detenuti. In diversi ca sila magistratura di sorveglianza dispone il collocamento dei minori in comunità terapeutiche, ma i ritardi burocratici finiscono per mantenere in carcere ragazzi che dovrebbero essere presi in carico dal Sert. “C’è un detenuto che dovrebbe stare fuori dal carcere in quanto riconosciuto come malato, e che invece per questi motivi rimane dentro. Parliamo di minori, anche un solo un caso è un caso di troppo per una società civile”, ha concluso Mischiatti. La visita si inserisce nel solco delle iniziative che il Partito Radicale porta avanti da anni negli istituti penitenziari italiani, con l’obiettivo di monitorare le condizioni di vita dei detenuti e richiamare l’attenzione delle istituzioni su criticità strutturali e gestionali.











