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di Luca Muleo


Corriere di Bologna, 12 gennaio 2021

 

"È un nostro concittadino, deve essere liberato e tornare ai suoi studi a Bologna". Nelle parole del sindaco Virginio Merola c'è il valore simbolico e anche sostanziale della delibera votata all'unanimità dal Consiglio comunale, con cui Patrick Zaki è diventato cittadino onorario. Quasi un anno dopo il suo arresto la comunità che l'aveva accolto come studente, e non ha mai smesso di chiederne la liberazione, lo fa con ancora maggior forza dopo la decisione unanime del Consiglio.

"È un nostro concittadino, deve essere liberato e tornare ai suoi studi a Bologna". Nelle parole del sindaco Virginio Merola c'è il valore simbolico e anche sostanziale della delibera votata ieri all'unanimità dal Consiglio comunale, con cui Patrick Zaki è diventato cittadino onorario. Quasi un anno dopo il suo arresto la comunità che l'aveva accolto come studente, e non ha mai smesso di chiederne la liberazione, lo fa con ancora maggior forza dopo la decisione del Consiglio, figlia di "un sentimento che in tanti sentiamo da tempo. Il rispetto dei diritti umani non può essere soggetto a confini nazionali" ha detto Merola prima della votazione in aula, parlando di "detenzione ingiusta" ed esprimendo preoccupazione per lo stato psico-fisico dello studente egiziano, ancora in carcere al Il Cairo. Il sindaco ha ringraziato l'assemblea di palazzo d'Accursio "per tenere alta la tradizione di questa città" e ha annunciato l'invio della delibera a parlamentari e Governo.

Dalla commissione diritti umani del Senato è arrivata la proposta di Michela Montevecchi, senatrice bolognese del M5S, di istituire un osservatorio permanente per "monitorare costantemente le condizioni processuali e di salute di Patrick e adottare iniziative come le audizioni a livello internazionale". Il legame di Zaki con Bologna e la sua Università è stato ribadito dal rettore Francesco Ubertini, secondo cui "la scelta ha un valore simbolico straordinariamente rilevante, perché è la città dell'Ateneo che Patrick stava frequentando prima di essere arrestato". Ubertini rivendica per il 29enne "la possibilità di tornare a una vita libera, riappropriarsi del diritto inalienabile allo studio". Ma la cittadinanza "assumerebbe ancora più valenza politica se altre amministrazioni emulassero tale iniziativa" è la via auspicata dalle Sardine, che invitano tutti a "un'azione di mobilitazione".

"Esempio da seguire" per altre amministrazioni è convinzione anche dell'assessore comunale al lavoro Marco Lombardo. "Cittadino onorario perché non intendiamo arrenderci e non lo lasceremo solo" assicura l'assessore alla cultura Matteo Lepore. Dalla Regione è la presidente dell'assemblea legislativa, Emma Petitti, a parlare di "forte segnale di solidarietà verso chi, come lui, si batte per i diritti umani". "Un grande abbraccio e l'energia più sincera del nostro Consiglio comunale", lo ha inviato il vicepresidente Marco Piazza, dopo aver proclamato l'approvazione con il voto compatto di tutte le forze politiche con cui da ieri Zaki è diventato bolognese a tutti gli effetti. Ora tutti lo aspettano, finalmente libero, per la cerimonia ufficiale.