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di Simona Peluso

rainews.it, 26 luglio 2022

In estate le temperature si fanno roventi: nelle celle mancano le prese e non si possono usare ventilatori, l'impianto elettrico non può supportare condizionatori. E con la crisi di governo, i tempi per la nuova struttura rischiano di slittare ancora.

Struttura obsoleta, spazi inadeguati. 106 detenuti per 86 posti, spesso si arriva anche a 120. La situazione nel carcere di Bolzano è emergenziale da anni e in estate, peggiora ancora. Impossibile installare condizionatori perché l'impianto elettrico, vecchio di decenni, non li supporterebbe. Nelle celle mancano prese e interruttori, non si possono usare neanche i ventilatori.

Nei corridoi - spiega Elena Dondio, Garante per i diritti dei detenuti di Bolzano - ci sono delle ventole, ma sono vecchie e rumorose e non riescono davvero a dare sollievo. Nelle celle in cui vivono insieme anche sei o sette persone, le condizioni sono insostenibili.

Difficile dire di preciso che temperature si raggiungano, non ci sono neanche i termometri; nonostante gli sforzi, è impossibile garantire condizioni igieniche adeguate. Finché si resterà in via Dante, la situazione non potrà migliorare; è un problema anche per il personale, ancora alle prese con la cronica carenza di organico. Anche loro, ribadisce la garante, hanno diritto a lavorare in condizioni dignitose.

Poco più di un mese fa, la visita della ministra Cartabia. Sembrava potesse muoversi qualcosa, con la crisi di governo i tempi rischiano di slittare ancora: “spero non si congeli il progetto della nuova struttura - conclude Dondio - tenere delle persone in queste condizioni non può che renderle ancora più fragili una volta che saranno fuori”.