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di Alan Conti


Corriere dell'Alto Adige, 15 aprile 2020

 

Dopo il primo agente contagiato in campo gli Alpini specializzati. Il carcere di via Dante ospita, al momento, circa 85 detenuti e 60 agenti di Polizia penitenziaria. Il primo contagio da coronavirus nel carcere di Bolzano aveva creato qualche apprensione tra i detenuti e gli agenti di polizia penitenziaria del capoluogo. Si tratta, infatti, di un luogo molto delicato per il rischio di formazione di un focolaio e le difficoltà che possono innescarsi nel curare pazienti gravi con restrizioni della libertà personale. Ma ieri è partita l'operazione di sanificazione.

Il primo contagio, comunque, riguarda un paziente asintomatico (un agente, come riportato domenica dal Corriere dell'Alto Adige) e le contromisure sono state rapide. In particolare sono stati coinvolti i soldati dell'esercito impegnato in questi giorni nelle operazioni di supporto alle forze dell'ordine e della società civile.

Ieri, dunque, le Truppe Alpine hanno avviato un progetto di igienizzazione approfondita di alcuni locali della casa circondariale di via Dante. Si tratta di un episodio unico perché è la prima volta che sul territorio provinciale le forze armate procedono. Dopo i test a tappeto, si è registrato il primo contagio da coronavirus nel carcere di Bolzano: si tratta di un agente asintomatico.

Ieri è partita la sanificazione degli spazi comuni, affidata agli esperti del reggimento Julia di Merano. Venerdì atteso un carico di disinfettante e mascherine lavabili dalla Hollu Systemhygiene con un'operazione di questo tipo in supporto all'organizzazione del carcere del capoluogo e al di fuori di luoghi strettamente militari.

L'intervento è stato curato da soldati esperti in questo tipo di operazioni: gli uomini del nucleo specializzato di disinfettori del reggimento logistico Julia di Merano. Professionisti che hanno maturato esperienze di sanificazione anche in scenari molto particolari ed estremi all'estero al seguito delle operazioni logistiche dell'esercito italiano.

La richiesta era arrivata direttamente dalla direzione centrale della casa circondariale alle Truppe Alpine. I militari si sono concentrati nel disinfettare alcune zone promiscue che sono quelle più soggette al contatto interpersonale e quindi potenzialmente più pericolose per lo sviluppo di eventuali focolai. Le igienizzazioni, inoltre, vengono eseguite con regolarità in questi giorni nelle infrastrutture e su tutti i mezzi e materiali in dotazione delle forze armate.

n particolare a supporto dei cinquanta uomini del sesto reggimento alpini che, nell'ambito dell'iniziativa "Strade Sicure", si stanno adoperando nei controlli del rispetto delle misure di contenimento da parte dei cittadini al fianco delle forze dell'ordine.

La situazione in carcere, comunque, viene seguita con attenzione anche da alcuni privati. La ditta austriaca Hollu Systemhygiene Srl, infatti, ha deciso di aiutare la casa circondariale del capoluogo altoatesino: nei prossimi giorni consegnerà alla struttura un carico di disinfettanti e protezioni facciali lavabili per i detenuti. "Intendiamo aiutarli perché immaginiamo possano vivere una situazione particolarmente difficile in questo momento - fanno sapere. Siamo vicini anche a loro e alle loro famiglie che immaginiamo in ansia". La consegna è prevista per venerdì, rendendo tutto il materiale subito disponibile.