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di Francesco Mariucci

Corriere dell’Alto Adige, 18 luglio 2024

Lenzuola appese e pentole sbattute contro le inferriate. La politica prende tempo. Lenzuoli appesi e pentole sbattute contro le inferriate. Al carcere di Bolzano va in scena la protesta dei detenuti: “Vogliono sensibilizzare sulle loro condizioni” spiega il direttore Monti. Non sono settimane facili per il carcere di Bolzano. Prima l’epidemia di scabbia risolta da poco, poi l’incertezza sui fondi e su una nuova struttura che si fa attendere ormai da troppo tempo. Una situazione non facile in primis per i detenuti, tanto che è arrivata una protesta plateale: lenzuoli appesi dalle finestre e pentole sbattute contro le inferriate. Nulla di violento, ma un gesto che chiede di riaccendere una luce: “Nessuna rivolta, non ci sono stati momenti di tensione o aggressività.

Semplicemente, i detenuti volevano lanciare un segnale di sensibilizzazione all’esterno. La struttura è già sovraffollata, e l’arrivo dell’estate sta creando ancora più disagi e malessere nella popolazione penitenziaria” spiega il direttore del penitenziario bolzanino Giovangiuseppe Monti. L’azione dei detenuti dovrebbe andare avanti anche oggi con le stesse modalità. Per dare un’idea, al 17 giugno (ultimo aggiornamento sul sito del Ministero) c’erano 117 detenuti a fronte di 88 posti.

La questione nel frattempo è diventata anche politica. Due partiti d’opposizione (Verdi e Pd) hanno presentato delle interrogazioni in merito, per fare luce sul progetto del nuovo penitenziario e soprattutto sui fondi messi a disposizione: “Recentemente abbiamo appreso che non si costruirà un nuovo edificio, ma si ristrutturerà il carcere esistente in via Dante. Le condizioni attuali del carcere sono considerate inadeguate e degradanti. Inoltre, un nuovo carcere lontano dalla società e dalla comunità carceraria potrebbe avere svantaggi. Nel 2011, un accordo tra Stato e Provincia prevedeva la costruzione di una nuova struttura penitenziaria a Bolzano, i cui costi sarebbero stati sostenuti dalla Provincia e detratti dal contributo annuale alle finanze pubbliche. Tuttavia, lo Stato deve ancora chiarire l’impegno finanziario, determinando se procedere con il progetto attuale o considerare alternative” si legge nel documento del partito ambientalista; “La decisione di non costruire più il carcere a Bolzano è direttamente collegata alla ventilata costruzione del Cpr a Bolzano Sud? E per quali ragioni il presidente Arno Kompatscher alza le mani in segno di resa, anziché difendere la necessità di un nuovo carcere?” chiedono i dem.

Dal canto suo, il governatore continua a perorare la causa di un nuovo istituto. L’ultimo aggiornamento in tal senso si è avuto ieri mattina, in occasione di un incontro a Roma con i rappresentanti del Ministero della Giustizia. Il dialogo va avanti su due fronti: da un lato i lavori di rifacimento e manutenzione del carcere di via Dante, dall’altro il via libera per la nuova struttura. Nel primo caso, tutto pare procedere regolarmente, tanto che da Roma assicurano che “a fronte delle richieste del presidente, il Ministero ha rassicurato che in data 17 giugno (ieri ndr) è stato firmato il contratto tra il Provveditorato Interregionale alle opere pubbliche e l’impresa aggiudicataria dei lavori di riqualificazione dell’istituto penitenziario di Bolzano, che presto saranno attuati. I lavori riguarderanno la ristrutturazione delle coperture e delle facciate per un importo pari a 1,14 milioni di euro, e con una durata di 130 giorni naturali e consecutivi”. Nel secondo invece, non si intravede nulla di nuovo all’orizzonte: “Quanto al nuovo istituto, come richiesto dal presidente Kompatscher, è in corso una interlocuzione informale tra i massimi organi competenti che darà al più presto esiti” recita la nota diramata da via Arenula nella quale le parti “si dichiarano soddisfatte” e dicono di “rivedersi al più presto”.

Nel frattempo, a portare solidarietà ai detenuti di via Dante sarà la manifestazione organizzata per domani “contro la violenza di Stato e la repressione, al fianco di chi si rivolta”. Gli organizzatori hanno messo nel mirino “un clima inedito” per la sicurezza in città: “Nel fatiscente e sovraffollato carcere di Bolzano, negli scorsi mesi si è verificata un’epidemia di scabbia, e la sezione semiliberi è stata chiusa perché pericolante. Nel frattempo, sotto la guida del Questore Paolo Sartori si è impennato il numero di arresti, espulsioni, fogli di via e altre misure nei confronti delle persone considerate indesiderate”. Il presidio (o “saluto solidale ai detenuti” come lo chiamano gli organizzatori) è in programma domani alle 17 sul lato del carcere che si affaccia lungo il Talvera.