di Francesco Mariucci
Corriere dell’Alto Adige, 16 novembre 2024
Si scalda il dibattito sul Cpr a Bolzano, dopo che il ministro Piantedosi ha annunciato il via ai lavori nel 2025. Per l’assessora Rabini (Verdi) è “inutile”. Spinge la Lega. La visita del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi, con annessa conferma della volontà di realizzare un Cpr a Bolzano con il via ai lavori previsto nel 2025, lascia strascichi pesanti nella politica locale. Ad aprire le danze, poche ore dopo la partenza di Piantedosi, è l’assessora comunale Chiara Rabini (Verdi): “Bolzano non ha bisogno di un costoso e inefficace Cpr come annunciato oggi (giovedì) dal ministro Piantedosi. La nostra città ha bisogno urgente di un nuovo carcere e, per maggiore sicurezza per tutti, di un sistema provinciale e statale funzionante che gestisca i richiedenti protezione internazionale e senzatetto insieme alla città”. L’affondo di Rabini contro i Cpr è netto: “Questi centri rappresentano a tutti i livelli il fallimento delle politiche di gestione dei flussi migratori. I Cpr sono costantemente documentati per le gravi e disumane condizioni di vita delle persone rinchiuse, i loro elevati costi, la loro inutilità. Solo il 10% viene rimpatriato, le altre persone rilasciate”. Nell’attesa di capire gli sviluppi della vicenda, l’assessora fa capire che la giunta comunale di cui fa parte potrebbe prendere ufficialmente posizione in merito.
A fare da contraltare a Rabini arriva la Lega: “Accogliamo con grande favore l’annuncio dell’inizio lavori per il Cpr nel 2025. Da tempo siamo favorevoli a questo centro. Finalmente avremo una soluzione per le persone che continuamente creano problemi alla collettività e che hanno un decreto di espulsione a loro carico” è il parere del segretario provinciale Paolo Zenorini. A lui fa eco il capogruppo bolzanino Roberto Selle: “Siamo contenti di questa decisione, in modo che le forze dell’ordine possano avere dove portare i soggetti problematici che affliggono la città di Bolzano da troppo tempo”.
A dare man forte a questa linea è l’assessore provinciale Christian Bianchi: “Sono soddisfatto, questa è la strada giusta. Era un impegno che sostenevamo già durante la campagna elettorale. Come ha ricordato il ministro Piantedosi, ci sono persone che vanno tolte da in mezzo alla strada. Tutti si lamentano della sicurezza della città, ma poi quando si decide di fare fatti concreti partono le levate di scudi. È un ragionamento non più accettabile”. Nel frattempo, l’associazione Bozen solidale annuncia un presidio di protesta: “Continuiamo a ribadire un no chiaro e forte alla costruzione di un Cpr a Bolzano, a Trento o altrove”. La manifestazione è in programma mercoledì 20 novembre alle 17:30 a Trento sotto la sede del Comune in via Belenzani.











