di Chiara Currò Dossi
Corriere dell’Alto Adige, 29 maggio 2026
È stato il Gs Excelsior ad aggiudicarsi la seconda edizione di “In&out. Un calcio al passato”, il torneo di calcio a sette che si è svolto ieri al centro sportivo di San Giacomo. Sei le squadre in campo: oltre all’Excelsior, quella dei detenuti, degli operatori penitenziari, degli avvocati (che si sono giocati la finale), dei dipendenti comunali e, per la prima volta, dei magistrati (tra i penalisti bolzanini erano presenti Giulia Rossi e Walter Pelino). Un torneo all’insegna dei valori del fairplay e dello sport, “la leva migliore - sottolinea Giovangiuseppe Monti, direttore della casa circondariale di Bolzano - dal punto di vista della rieducazione. Un modo per sensibilizzare al rispetto delle regole e a valori come quelli della condivisione e del rispetto per l’altro, ma anche uno stimolo, per chi non è potuto essere presente oggi, per orientare il proprio comportamento nella giusta direzione, per partecipare alla prossima edizione”.
All’organizzazione hanno contribuito diversi enti. Oltre Comune, Provincia e ministero della Giustizia, l’Ordine degli avvocati di Bolzano, la Camera penale, la Figc, Cassa di risparmio e Alpha Beta, con il sostegno del Fondo sociale europeo. Una decina i detenuti presenti, tra quelli in regime di semilibertà che hanno ottenuto il permesso dal tribunale di sorveglianza (ieri, in rappresentanza, era presente la nuova presidente, Manuela Mirandola), sulla base di un giudizio positivo dei rispettivi percorsi dell’ultimo anno. Il torneo, sottolinea Monti, “nasce dal desiderio di dimostrare che il carcere di Bolzano è un modello virtuoso, dal punto di vista rieducativo. Abbiare, mo problemi di spazi, è vero, il che non ci consente di ampliare l’offerta ai detenuti, ma non ci tiriamo indietro quando si tratta di organizzare eventi simili, e rendere così la struttura a misura d’uomo, sia per i detenuti sia per il personale”. “In&out” non è la prima delle collaborazioni con il Gs Excelsior. “Con il direttore Monti - ricorda il presidente, Valter Vezzù -, abbiamo fatto in modo di accogliere, nella nostra squadra, un detenuto lavorante esterno. Che, alla prima partita, entrato in campo ha fatto subito goal. Siamo sicuri che riusciremo a portare avanti questi progetti e a contagiare anche altre realtà sportive. Non vogliamo restare una mosca bianca”. Angelo Gennaccaro, presidente del consiglio provinciale, sottolinea come quello di ieri sia stato “un momento di comunità allargata, parte del nostro territorio. Il compito di un istituto come la casa circondariale deve essere sempre quello di restituire cittadini migliori alla nostra società, quello delle istituzioni quello di metterci del loro. Quest’anno, purtroppo, non siamo riusciti a dare un segnale in più, presentando una squadra della Provincia, ma ci impegneremo perché possa avvenire l’anno prossimo”.
La squadra degli avvocati è stata invece capitanata da Andrea Gnecchi, uno degli organizzatori dell’evento: “Le cose belle possono capitare anche per caso - commenta -, ma quando si ripetono, sono il frutto di una scelta e di un lavoro”. Come è stato, appunto, il torneo di ieri, giunto alla sua seconda edizione. E che è stato anche un’occasione “di pacificazione, dopo gli scontri della campagna referendaria - ironizza -. Oggi siamo tutti in campo, nel rispetto del fairplay”. L’evento ha visto la partecipazione del giornalista Rai Stefano Bizzotto e dell’ex calciatore Lele Adani (in videocollegamento) che ha sottolineato il contrasto, tra gli scontri tra ultrà, avvenuti domenica in occasione del derby di Torino, e quanto è andato in scena ieri a San Giacomo, “il volto più bello del calcio. Uno sport che unisce e trasmette valori che durano per tutta la vita”.










