di Francesco Mariucci
Corriere dell’Alto Adige, 17 agosto 2023
L’assessore provinciale al Patrimonio Massimo Bessone replica al ministro e rilancia sul nuovo carcere: “Serve più grande”. L’annoso problema del carcere di Bolzano va risolto con la costruzione di una struttura più grande e moderna, piuttosto che distribuendo i detenuti nelle caserme in disuso. Parole e musica dell’assessore provinciale al Patrimonio Massimo Bessone, che smentisce l’ipotesi lanciata dal ministro della Giustizia Carlo Nordio.
Il Guardasigilli aveva infatti annunciato l’intenzione di utilizzare le strutture militari dismesse per ospitare detenuti condannati per reati minori, in modo da dare respiro ai penitenziari sovraffollati di tutta la penisola. Ieri però è arrivata la frenata di Bessone: “Diciamo un secco no a questa ipotesi. Nessuna caserma di proprietà della Provincia sarà usata come carcere” fa sapere l’assessore leghista.
Una replica fondata sulla necessità di non deviare dall’obiettivo principale: la realizzazione del nuovo carcere di Bolzano, il cui finanziamento (un centinaio di milioni) è stato più volte promesso da Roma ma che è tuttora fermo anche a causa dei guai giudiziari della società vincitrice dell’appalto, Condotte spa finita in amministrazione controllata. E poi, alcune di queste strutture militari - su la caserma Huber in viale Druso - sono state già “promesse” alle diverse amministrazioni comunali per la realizzazione di nuove case (a Bolzano si parla di circa 700 alloggi Ipes da edificare subito dopo il trasloco dei reparti in via Vittorio Veneto).
Ed è proprio questo il punto portato avanti dall’assessore Bessone: “Se a Bolzano vi è un’area militare in disuso, ritenuta di interesse pubblico che una volta riqualificata potrà servire a costruire appartamenti, scuole, parchi, per i cittadini e se questa aerea ha un valore (nel nostro esempio) di 10 milioni di euro, noi operiamo in più fasi” spiega. Primo passo la firma di un accordo trilaterale tra Provincia, Difesa e Demanio militare. Seguono il risanamento della caserma ancora in uso all’esercito, passaggio che una volta completato certifica il passaggio nel patrimonio provinciale. Infine, il dialogo tra Provincia e sindaci per stabilire le modalità di passaggio dell’area e la destinazione finale.
Da qui il rifiuto di Bessone: “È fuori da ogni logica utilizzare come carceri queste aree, ormai provinciali, acquisite per interesse pubblico, con già una destinazione. Doverle ri-destinare un’altra volta allo Stato è complicato e dispendioso perché bisognerebbe spendere decine e decine di milioni di euro per adattare temporaneamente edifici, fatiscenti e abbandonati da decenni, a carceri, sapendo poi che queste strutture prima o poi sarebbero comunque abbattute. I comuni, i cittadini e le famiglie queste aree non le vedrebbero mai!” conclude l’assessore.
Infine, la pungolatura sul finanziamento del nuovo carcere cittadino: “Sarebbe meglio che il ministero competente ci dia i soldi per un nuovo carcere a Bolzano, noi il terreno lo abbiamo già espropriato e pronto da tempo. E - conclude Bessone - per quanto riguarda un possibile ridimensionamento del progetto, che si mettano d’accordo loro, visto che le direttive sulla costruzione vengono dall’amministrazione penitenziaria. Tengano conto che il carcere di Bolzano sono detenute più di 100 persone (su 88 posti regolamentari ndr), se lo si deve costruire che sia una struttura più grande”.










