sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

di Matteo Macuglia

Corriere dell’Alto Adige, 7 maggio 2025

Telefonare ai propri cari, dal carcere. Un gesto semplice, che per i detenuti però può trasformarsi in un calvario. Spesso a causa della distanza, ma ancor di più se quella telefonata deve raggiungere luoghi lontani, anche migliaia di chilometri, dove magari è in corso una guerra, stravolgimenti sociali o economici. Per questo nei giorni scorsi, presso la casa circondariale di Bolzano, è stato sottoscritto un protocollo d’intesa tra l’istituto penitenziario e la Croce rossa per facilitare, insieme, i contatti dei detenuti con i propri cari.

Una questione molto sentita, in particolare modo nel carcere di via Dante, all’interno del quale buona parte dei detenuti è di origine straniera, proveniente da Paesi lontani. La Croce rossa metterà a disposizione dei volontari, e all’interno della casa circondariale verranno svolte una serie di “attività funzionali a garantire il ripristino dei contatti tra i detenuti stranieri e le loro famiglie di origine, nel caso in cui sia interrotta la comunicazione o laddove la stessa sia particolarmente difficoltosa”.

Attraverso il servizio “Restore family links” (questo il nome del programma della Croce rossa) sarà possibile, per i detenuti, mantenere i contatti con le famiglie nel caso la separazione sia dovuta a conflitti armati, migrazioni e altre situazioni che richiedono una risposta umanitaria. Ai volontari il compito di compilare la richiesta insieme ai detenuti, per poi procedere al rintraccio dei famigliari, nella speranza di riuscirli infine a raggiungere telefonicamente. Tutto questo, assicura dal carcere di Bolzano il direttore Giovangiuseppe Monti, “non è mai stato messo in pratica in tutto il Triveneto, rendendo così l’Alto Adige e il suo carcere pionieri in questo progetto a favore dei detenuti”. Alla sottoscrizione dell’accordo erano presenti, oltre a Monti, anche il presidente della Croce rossa, Manuel Pallia, Ottavio Casarano dell’ufficio Affari generali, personale e formazione e Angela Venezia, direttrice dell’ufficio Detenuti e trattamento del provveditorato regionale.