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di Marco Angelucci

Corriere dell’Alto Adige, 30 giugno 2024

Gnecchi (Aiga): “La situazione è insostenibile” Rischio crolli. In consiglio la legge sul Garante. Dopo la scabbia arriva un’altra tegola per il carcere di Bolzano: la chiusura di una sezione per il rischio di crolli. I detenuti sono stati trasferiti nelle due rimaste aperte e questo ha aggravato il sovraffollamento. E man- dato a monte i progetti di reinserimento visto che la sezione chiusa è quella dei semiliberi tornati ora in mezzo a tutti gli altri detenuti. E ora, sia dal mondo degli avvocati sia dalla politica, monta la protesta per chiedere condizioni umane per i detenuti. “È anche per la polizia penitenziaria che vive in camerate simili a quelle dei detenuti” denuncia l’avvocato Andrea Gnecchi che con l’associazione dei Giovani avvocati ha da poco fatto un sopralluogo nella struttura.

Dopo la scabbia arriva un’altra tegola per il carcere di Bolzano: una sezione della casa circondariale infatti ha dovuto essere chiusa per il rischio di crolli. I detenuti sono stati trasferiti nelle due sezioni rimaste aperte e questo ha aggravato il sovraffollamento della struttura. E mandato a monte i progetti di reinserimento visto che la sezione chiusa è quella dei semiliberi che dunque sono tornati in mezzo a tutti gli altri detenuti. E ora, sia dal mondo degli avvocati sia dalla politica, monta la protesta per chiedere condizioni umane per i detenuti.

“È anche per la polizia penitenziaria che vive in camerate simili a quelle dei detenuti” denuncia l’avvocato Andrea Gnecchi che con l’associazione dei Giovani avvocati ha da poco fatto un sopralluogo nella struttura. Visto che, a dispetto degli annunci, per il nuovo carcere non si muove nulla il consiglio provinciale prende l’iniziativa. Dopo le ripetute denunce sullo stato del carcere, la giunta sembra aver finalmente deciso di istituire il garante delle persone private della libertà personale: la proposta di legge dei verdi è stata accolta dalla maggioranza e inserita nell’articolo 1 della legge omnibus che andrà in aula prossima settimana. Pronta anche una mozione del Pd per aumentare il numero di educatori.

Sulle condizioni disastrose in cui versa il carcere di Bolzano si è scritto molto ma ora la situazione rischia di diventare incontrollabile. Anche se negli ultimi giorni sono stati assegnati nuovi agenti, l’organico è sempre carente tanto che sono state sospese le carcerazioni notturne: gli arrestati vengono tenuti in custodia presso le camere di sicurezza di polizia e carabinieri e portati in prigione soltanto il mattino dopo. Dei 75 agenti previsti ne sono in servizio 59, gli amministrativi dovrebbero essere venti ma sono solamente sei. “Con gli affitti di Bolzano gli agenti della Polizia penitenziaria non hanno alternative all’alloggio di servizio, ovvero due grandi camerate con letti a castello con docce e bagni in comune.

Un piano per gli uomini, l’altro per le donne. Per questo appena possono gli agenti chiedono il trasferimento” spiega l’avvocato Gnecchi fatica a vedere la differenza tra con le camerate dei detenuti. “Purtroppo non siamo stati autorizzati a diffondere le foto” aggiunge.

Dall’altro del muro, dove stanno i detenuti, la situazione è ancora peggiore. Docce senza acqua calda, muffa sulle parenti, un cortile piccolissimo e celle sovraffollate. Sul sito del Ministero della giustizia ci sono i numeri: 117 carcerati a fronte di 88 posti disponibili che ora sono ancora meno. Dopo l’epidemia di scabbia, infatti è arrivata un’altra tegola. Una sezione dell’Istituto infatti è stata chiusa per problemi di sicurezza. Una parte dell’edificio infatti rischia di collassare e dunque tutta l’ala in cui stavano i detenuti in semilibertà è stata chiusa. Il risultato è che le celle delle altre due sezioni sono ancora più affollate e i progetti di reinserimento sono andati a farsi benedire. Chi di giorno va a lavorare la sera torna nella cella normale invece di stare con gli altri che sono sulla strada del reinserimento sociale. Per riaprirla serve una ristrutturazione ma in caso di lavori probabilmente bisognerà chiudere anche l’infermeria e trasferirla in una cella.

In attesa di un nuovo carcere che viene rinviato di anno in anno, la politica inizia a muoversi con mozioni e disegni di legge per provare a smuovere le cose. Il primo passo è l’istituzione di un garante dei detenuti presso la difesa civica, un organismo che potrà raccogliere le istanze dei reclusi e fare report periodici sullo stato del carcere. “Siamo stati contattati da un detenuto della sezione dei semiliberi che ci ha tracciato un quadro devastante” racconta il consigliere provinciale dei verdi Zeno Oberkofler che, insieme ai colleghi, ha presentato una proposta di legge per istituire il garante dei detenuti presso la difesa civica. La maggioranza lo ha fatto proprio e lo ha inserito nella legge omnibus. L’articolo 1 del testo che verrà discusso in aula la prossima settimana recita: “presso la civica è istituita la posizione del Garante dei diritti delle persone private della libertà personale, con l’obiettivo di contribuire a garantire, in conformità ai principi costituzionali, i diritti delle persone presenti negli istituti penitenziari, negli istituti penali per i minori, nelle strutture sanitarie, in quanto sottoposte a trattamento sanitario obbligatorio, nei centri di prima accoglienza, nei centri di assistenza temporanea per stranieri e in altri luoghi di restrizione o limitazione delle libertà personali”.

E si muove anche Sandro Repetto del Pd che ha presentato una mozione per aumentare il numero di educatori in servizio in carcere facendoli assumere alla provincia. “In servizio ce ne sono solamente due, troppo pochi per poter realizzare progetti di reinserimento” sottolinea Repetto.