di Chiara Currò Dossi
Corriere dell’Alto Adige, 20 giugno 2026
Ieri la consegna dei diplomi. Monti: “Così coltiviamo la speranza”. “Superare la narrazione a senso unico del passato, focalizzata sugli eventi critici che si verificano negli istituti penitenziari, e provare a raccontare anche l’altra faccia della medaglia, quella positiva, fatta di speranza e storie di vita”. È l’obiettivo che Giovangiuseppe Monti, direttore della casa circondariale di Bolzano, e Nicola Gaetani, responsabile dell’area trattamentale e punto di riferimento di progetti educativi rivolti ai detenuti si sono dati, all’inizio del loro lavoro insieme, e che hanno portato avanti negli ultimi sei anni.
Fino a ieri, giorno della cerimonia di consegna dei diplomi a coloro che hanno completato i corsi di formazione e di educazione nell’ultimo anno, alla presenza delle autorità. Cerimonia che è stata l’occasione per ringraziare Gaetani del lavoro svolto, nell’ultimo giorno di lavoro prima di prendere servizio alla casa circondariale di Trani. La mattinata in via Dante si è aperta con la consegna di una targa di ringraziamento a Gaetani, e il ringraziamento di Erjon Zeqo di Alpha Beta: “Uno dei meriti più grandi di Nicola è stato quello di comprendere che nessuno educa da solo. Che il cambiamento non nasce dall’azione di una singola persona, ma dall’incontro di esperienze, competenze e sensibilità diverse. È con questo spirito che ha saputo tessere, negli anni, una straordinaria rete di collaborazioni tra istituzioni, scuole, enti del terzo settore, volontariato e mondo della formazione, facendo della casa circondariale di Bolzano un luogo sempre più aperto all’apprendimento, alla cultura e all’inclusione sociale”.
È il caso, tra i tanti, di “A ruota libera”, progetto del Fondo sociale europeo e Alpha Beta per insegnare competenze meccaniche e linguistiche e laboratori per l’inserimento lavorativo (messe in atto nella ciclofficina, i cui stand di riparazione e manutenzione delle biciclette sono ospitati nelle manifestazioni del Comune dedicate alle due ruote); di “Re- start”, promosdalla cooperativa sociale Savera, finalizzato all’accompagnamento verso percorsi di autonomia personale, abitativa e lavorativa; di “New art of freedom”, dedicato all’arte e alla cultura e promosso dalla Biblioteca culture del mondo, con il laboratorio teatrale tramite il quale, anche durante la cerimonia di ieri, è stata messa in scena una pièce ispirata all’opera Aspettando Godot , di Samuel Beckett. Meccanica e teatro, dunque, ma anche corsi di alfabetizzazione, di lingua inglese, e quelli di cucina offerti dalla Formazione professionale della Provincia. La partecipazione, afferma Monti, è sempre più alta: “Ai corsi di taglio educativo-formativo e a quelli della formazione professionale, partecipa il 50-60% dei detenuti”.










