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di Silvia M. C. Senette

Corriere dell’Alto Adige, 21 settembre 2025

Il presidente respinge le critiche dell’Uspp: “Non ci hanno mai chiesto un incontro”. “Qui non ci sono due versioni: ci sono i fatti. Ed è chiaro che questo signore non è informato”. Lo scontro è frontale, la replica infuocata. Se già ieri le accuse del segretario nazionale dell’Uspp, l’Unione dei sindacati di polizia penitenziaria, avevano scaldato gli animi, la risposta del presidente della Provincia di Bolzano, Kompatscher, alza la temperatura a livelli inusuali. Il Landeshauptmann si lancia in un duro attacco contro Leonardo Angiulli, definendo “inaccettabili” le sue affermazioni sulla situazione della casa circondariale di Bolzano e la presunta indifferenza di Palazzo Widmann, e lo fa con una veemenza insolita per il suo consueto aplomb.

Le parole di Angiulli, venerdì al termine del sopralluogo in via Dante, erano state chiare: “Il vero problema è con la vostra Provincia. Ho fatto delle richieste per il pianeta carcere, ma non sono mai stato ricevuto dall’attuale presidente”. Affermazioni che hanno scatenato la reazione del presidente Kompatscher, che smentisce categoricamente l’esistenza di qualsiasi richiesta di incontro da parte dell’Uspp. “Siamo andati indietro di due anni con la ricerca a sistema e non c’è nulla, a computer: nessuna richiesta di incontro è mai pervenuta - tuona il presidente infastidito senza risparmiare critiche al sindacalista. Dispiace che questo personaggio si comporti così, non capisco il motivo di voler attaccare la Provincia gratuitamente. Mi sembra davvero ovvio che ci troviamo, purtroppo, di fronte a una persona non informata. Poteva informarsi prima di fare queste dichiarazioni”. Kompatscher rivendica un impegno costante e pluriennale, della Provincia e suo personale, nella gestione della problematica del carcere del capoluogo.

“Ho più volte contattato il governo per spingere per una soluzione ragionevole, mi sono fatto portavoce delle richieste dei sindacati da almeno 5 - 6 anni per aggiungere finalmente risorse umane e aumentare la pianta organica, ho spinto per una ristrutturazione, per risanare il tetto, ma anche per costruire un nuovo carcere. Lo faccio settimanalmente - garantisce il presidente -. Ho scritto lettere al ministro, gli incontri che ho richiesto e a cui ho partecipato con oggetto la casa circondariale non si contano nemmeno più sulle 10 dita”.

La Provincia, prosegue il presidente, non solo ha sollecitato Roma ma si è offerta di mettere a disposizione risorse economiche. “Ho addirittura proposto di anticipare noi i soldi per il nuovo carcere. Fare tutto da soli, però, non possiamo: è competenza dello Stato. Noi non possiamo costruire un carcere”. Un’affermazione che risponde direttamente all’esempio di Trento avanzato da Angiulli e che rilancia la palla al governo centrale. “Basta chiedere all’indirizzo giusto. E infatti più volte ho portato a Roma le istanze e addirittura le lettere dei sindacati assieme alle mie” insiste Kompatscher, che non nasconde la sua frustrazione per il dibattito: “Mi trovo di fronte a persone non informate - spiega - e vedo che le nostre comunicazioni puntuali vengono ignorate. Qui non ci sono due versioni: ci sono i fatti”. Una replica dura, che segna una rottura e sposta il peso del problema dal livello locale a quello nazionale.