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di Chiara Currò Dossi

Corriere dell’Alto Adige, 29 ottobre 2026

Che lavori possono fare i detenuti? Cosa succede se finisce lo shampoo? Sigarette e accendini sono ammessi? E le lamette del rasoio, non sono pericolose? Dove sono i detenuti che soffrono di problemi di salute mentale? Ci sono mai state aggressioni al personale? Sono state tante e a tutto tondo le domande che gli studenti dell’Istituto “de’ Medici”, hanno rivolto al personale della casa circondariale di Bolzano, durante l’incontro di ieri mattina in via Dante. Un incontro realizzato nell’ambito del percorso sulla legalità coordinato dal professor Michele Mosca.

È il direttore della casa circondariale, Giovangiuseppe Monti, a spiegarne il senso: “Consentire ai ragazzi di conoscere una realtà come quella del carcere che, all’esterno, viene spesso percepita in maniera distorta, e far capire come il senso vero di questa istituzione non sia quello di punire chi ha sbagliato, ma di favorirne la rieducazione, fornendogli gli strumenti per ripartire”.

Nove i ragazzi presenti, accompagnati dalla professoressa Rosanna Notaro, che si sono confrontati con il comandante della polizia penitenziaria, il commissario capo Emanuele Bleve, e la dirigente sanitaria, Maria Elisa Bigarelli. Ma è stato durante l’incontro con un detenuto che hanno “rotto il ghiaccio”. Il ragazzo, che lavora come addetto alle pulizie all’interno della struttura, ha raccontato la sua giornata-tipo, e delle difficoltà che incontra chi, come lui, si trova a dover condividere una cella con altre cinque persone.

“Con qualcuno è difficile andare d’accordo, perché non siamo tutti uguali - spiega -. A volte si litiga per le piccole cose, come per il telecomando della tv: c’è chi vuole guardare la partita di calcio, chi un film”. Su altre questioni, invece, c’è molta solidarietà, come sulla spesa settimanale che si può commissionare all’esterno: “A volte capita che qualcuno non se la possa permettere, e allora sono i compagni di cella a farsene carico, dividendo equamente l’importo”. Di quali generi alimentari si tratti, è lui stesso a spiegarlo: “Io, di solito, compro Fanta, Coca cola, chewing gum e caffè”.