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di Chiara Currò Dossi

Corriere dell’Alto Adige, 28 maggio 2022

L’esame non chiarisce il giallo, l’indagine resta aperta. L’autopsia, eseguita nei giorni scorsi sul cadavere di Oskar Kozlowski, ha confermato che la causa del decesso del giovane è da ricondurre ad un’intossicazione di gas: accanto al suo cadavere, nella cella del carcere di via Dante la settimana scorsa, era stato infatti trovato un fornelletto da cucina in dotazione ai detenuti.

Per la relazione completa dell’autopsia, eseguita dal medico Dario Raniero, bisognerà comunque ancora attendere diverse settimane ma non è detto che questo accertamento consentirà di chiarire se si sia trattato di un suicidio o di un incidente, cioè se l’inalazione sia stata volontaria per farla finita oppure solo per cercare un momentaneo stordimento. “Voglio sapere come e perché è morto mio figlio” ha detto nei giorni scorsi la madre di Oskar, come riferito dal Corriere dell’Alto Adige, che ha dato notizia dell’indagine aperta dalla Procura per omicidio colposo, contro ignoti. La Procura ha anche dato il nulla osta ai funerali, che saranno celebrati oggi con inizio alle 14 a Brunico.

Kozlowski era cattolico ma in passato si era avvicinato al satanismo: proprio per praticare un rito satanico, il giovane si era recato la sera del 28 luglio dello scorso anno nell’appartamento di Brunico del suo conoscente Maxim Zanella, bagnino trentenne, che uccise con una pugnalata al collo, senza un chiaro movente. Ancora prima di iniziare a praticare il rito, infatti, che sarebbe consistito nel versare alcune gocce di sangue su un teschio animale, il 23enne aveva estratto un coltello e colpito l’amico con un unico fendente al collo. Zanella era morto poco dopo, mentre Kozloswki aveva iniziato a vagare per le strade di Brunico, dando poi l’allarme.

Il giovane polacco, pur se reo confesso, non aveva però saputo spiegare agli inquirenti il motivo dell’improvvisa e inaspettata coltellata mortale che aveva inferto al povero Maxim Zanella, il quale non aveva avuto nemmeno il tempo di reagire.

Da segnalare infine che, se l’indagine per l’omicidio viene archiviata per la morte dell’unico indagato, proseguirà invece quella, a sé stante, per favoreggiamento personale a carico dei quattro amici di Kozlowski che secondo l’accusa lo avrebbero aiutato a liberarsi del coltello e del suo cellulare, gettandoli nel fiume Rienza subito dopo il delitto.