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di Francesco Mariucci

Corriere dell’Alto Adige, 17 dicembre 2023

Il centrosinistra in via Dante: “Struttura fatiscente”. Kompatscher: attendiamo risposte da Roma. Una delegazione di consiglieri regionali ha fatto visita al carcere di Bolzano, denunciando le carenze di un edificio che dovrebbe essere abbandonato in favore di un nuovo istituto: “Una struttura fatiscente, con un livello igienico tremendo” dicono i consiglieri. Per il nuovo carcere servono fondi statali, ma da Roma si muove poco, il progetto sembra dimenticato in un cassetto. “Il governo sta ancora facendo le sue valutazioni” fa sapere il presidente Arno Kompatscher.

La visita di ieri mattina di una delegazione di consiglieri regionali è l’occasione per fare nuovamente luce sulle condizioni del carcere di Bolzano in via Dante. Per la prima volta dall’inizio della nuova legislatura, i consiglieri trentini e altoatesini insieme hanno potuto guardare con i loro occhi lo stato delle cose: “Abbiamo visto ancora una struttura fatiscente, con un livello igienico tremendo” è il commento a caldo. La delegazione era composta da Brigitte Foppa, Madeleine Rohrer, Zeno Oberkofler (Verdi), Sandro Repetto (PD), Francesco Valduga (Campobase) e Paola Demagri (Movimento Casa Autonomia), accompagnati dall’avvocato Fabio Valcanover.

Come sempre, meglio partire dai numeri: l’istituto penitenziario è pensato per ospitare 88 detenuti, e al momento ce ne sono 114; per quanto riguarda il personale, dei 75 posti previsti ne sono occupati solo 53, con conseguente carico di straordinari mensili. Nel racconto dei consiglieri, questi dati si traducono in una situazione “drammatica: lo stato in cui versano le celle supera ogni immaginazione. In genere ci sono 4 detenuti in brandine piccole; l’angolo del gabinetto è anche l’angolo cucina. È impossibile avere un po’ di intimità o farsi una doccia in condizioni normali”. Ma, condizioni a parte, sono le prospettive che spaventano: in primavera infatti dovrebbero essere avviati una serie di interventi di risanamento, tra cui il rifacimento del tetto e della facciata. Un segno, secondo i consiglieri in visita, del fatto che di un progetto per il nuovo carcere non c’è neanche l’ombra: “Ci pare ovvio che i lavori per il nuovo carcere non sono in vista. Sarà quindi importantissimo avviare dei lavori seri di risanamento e ristrutturazione sul carcere esistente. In merito a questo faremo delle richieste politiche in tal senso”.

Una prima risposta arriva direttamente dal presidente Arno Kompatscher, che aveva accompagnato personalmente qui nel giugno 2022 l’allora ministra della Giustizia Marta Cartabia: “Il governo sta ancora facendo le sue valutazioni. Dal Ministero ci é stato anticipato che entro breve dovrebbero prendere la decisione se andare avanti con il progetto o se intraprendere un’altra strada”. Servirebbero un centinaio di milioni per il nuovo carcere, ma a questo punto tutto pare ancora in alto mare. “Comunque - assicura il presidente - i lavori di ristrutturazione non precludono alcun iter”. Oltre alla sede però ci sono altre questioni aperte, come l’istituzione di un provveditorato regionale per l’amministrazione penitenziaria, visto che al momento Trento e Bolzano sono insieme a Veneto e Friuli. Il Consiglio regionale aveva approvato una mozione nel 2018 a prima firma Riccardo Dello Sbarba (Verdi), ma ancora senza esito. In più, mancano ancora le figure del garante dei detenuti, sia a livello comunale (la nomina di Elena Dondio era stata revocata dal sindaco Renzo Caramaschi lo scorso giugno) che provinciale.

Se aggiungiamo che a Trento quattro giorni fa è morta una donna (l’ipotesi è un suicidio ma c’è un’inchiesta aperta), si teme per situazioni analoghe anche a Bolzano: “Al momento però non si segnalano casi di aggressioni o autolesionismo. Diciamo che a livello umano il personale riesce a compensare le carenze strutturali” assicurano i consiglieri. Sabato prossimo Foppa, Rohrer, Oberkofler, Repetto, Valduga e Demagri visiteranno il carcere di Trento.