di Francesco Mariucci
Corriere dell’Alto Adige, 15 novembre 2024
Il ministro dell’Interno in visita a Bolzano. Kompatscher: valutiamo un blocco unico col carcere. Il Centro di permanenza per i rimpatri si farà, parola del ministro dell’Interno Matteo Piantedosi. La realizzazione di un Cpr, più volte auspicata dalla giunta provinciale, è stata rilanciata ieri in occasione della visita di Piantedosi a Bolzano. Il ministro ha prima partecipato al Comitato per la sicurezza e l’ordine pubblico, in mattinata al commissariato del governo, e poi alla prima conferenza provinciale sulla sicurezza, nel pomeriggio al Noi Techpark. Occasione per sottoscrivere un accordo quadro tra il ministero e la Provincia, dalla certezza di nuovi agenti fino agli aiuti per gli alloggi delle forze dell’ordine, ma soprattutto rilanciare alcuni buoni propositi in materia di sicurezza.
Nello specifico, appunto, la realizzazione di due Cpr distinti, e di dimensioni contenute, per le due province di Bolzano e Trento: “È un progetto rispetto al quale abbiamo rinnovato la condivisione” esordisce Piantedosi poco dopo la firma del protocollo fianco a fianco col governatore Arno Kompatscher. E spunta anche una possibile data: “Stiamo completando le verifiche a livello nazionale, ma vogliamo procedere al più presto possibile. Credo che l’anno prossimo potrebbe essere sicuramente un obiettivo. In ogni caso evidenzia -, il sì non è già in discussione”.
Servirà, cioè, capire se la localizzazione sarà effettivamente quella che si pensa, nella zona dell’aeroporto a Bolzano sud. Ma almeno sul via ai lavori nel 2025, anche Kompatscher si mostra fiducioso. Sull’utilità di una struttura simile anche se a capienza ridotta (non più di 20-25 posti), Piantedosi non ha dubbi. Cita i dati riportati nella riunione del Comitato: “In Alto Adige il 10% della popolazione è composta da stranieri regolari, il 16% nel capoluogo, ma il numero di reati commessi da cittadini stranieri supera il 50%.
Lungi dal pensare che ci sia una vocazione particolare degli stranieri a delinquere, ma è il segno del fatto che se non perseguiamo sempre di più percorsi di regolarizzazione delle presenze, e parallelamente di rimpatri ed espulsioni di chi invece è irregolare, avremo sempre l’alimentazione di sacche di emarginazione sociale. Fattori che poi generano reati e di conseguenza insicurezza nelle persone”. Secondo Piantedosi quindi, si tratta di una struttura che “deve essere a disposizione delle istituzioni locali”.
La novità, casomai, è rappresentata dal fatto che insieme al Cpr potrebbe, ovviamente con tempistiche diverse, arrivare nello stesso luogo anche il nuovo carcere (che però è competenza del ministro della Giustizia Carlo Nordio). L’ipotesi è confermata dal presidente Kompatscher: “I due ministri sono in stretta collaborazione sull’idea di trovare delle sinergie su Cpr e carcere. Sembra che ora la soluzione sia quella di trovare una dislocazione unica e un sistema che possa soddisfare entrambe le esigenze”.
Materia in più sul tavolo di Marco Doglio, il commissario straordinario per l’edilizia penitenziaria che il governo ha nominato lo scorso settembre e che Kompatscher ha già incontrato proprio su indicazione del guardasigilli. Proprio la presenza di un commissario straordinario, stando a quanto prospettato dal governo a Kompatscher, sarebbe garanzia di tempi non biblici.











