di Michele Anzaldi*
huffingtonpost.it, 20 settembre 2020
Pochi giorni fa a Torino è stata arrestata e reclusa in carcere la portavoce No Tav Dana Lauriola, dovrà scontare una condanna definitiva a 2 anni per una protesta del marzo 2012. Il reato: avere occupato il casello autostradale di Avigliana (To) facendo passare gli automobilisti senza pagare il pedaggio.
Indipendentemente dalle idee che Lauriola esprime, e che non condivido, e dai modi utilizzati da molti di loro che hanno visto, troppo spesso, primeggiare la violenza contro le forze dell'Ordine e addirittura anche solamente contro chi la pensava diversamente da loro, nel caso specifico mi chiedo e chiedo: è accettabile che le venga riservato un trattamento diverso da qualunque altro accusato e condannato?
Davvero per una condanna a 2 anni per un reato come quello commesso da Lauriola, aver bloccato le sbarre di un casello facendo passare gli automobilisti senza pagare, è legittimo rigettare qualsiasi misura alternativa al carcere? Richiesta di misure alternative per cui, peraltro, avevano dato parere favorevole anche gli assistenti sociali ministeriali e che sono state respinte.
Davvero una donna di 38 anni non può scontare la pena per un reato del genere ai domiciliari o comunque in forma diversa dal carcere? Ho presentato un'interrogazione al ministro Bonafede ma mi auguro che intervenga subito, senza attendere i tempi della risposta in Parlamento. La storia di questa donna condannata a due anni di carcere per una manifestazione di protesta fatta quando aveva 32 anni mi ha portato a ricordare un evento differente ma simile in cui mi imbattei appena eletto nel 2013. La storia di Artic Sunrise, la nave di Greenpeace che fu sequestrata militarmente dall'esercito russo perché tentò un abbordaggio a una piattaforma petrolifera nel Mar Artico. Una delle famose manifestazioni pacifiche di Greenpeace di grande effetto comunicativo per protestare contro le estrazioni indiscriminate di petrolio in quello che è l'ultimo santuario ambientale come il Mare artico.
Ma ieri, come oggi, la reazione fu esagerata: i 30 ragazzi di Greenpeace di 18 nazionalità furono abbordati dei militari con elicotteri, a mano armata, rinchiusi in carcere con l'accusa di pirateria e il rischio concreto di una condanna a 15 anni. In tanti si mobilitarono e tra questi Paul McCartney che scrisse una bella e toccante lettera che vi invito a cercare e leggere. Io stesso appena eletto deputato rimasi molto colpito e grazie alle informazioni dirette del direttore di Greenpeace Pippo Onufrio scrissi diversi articoli e appelli a personalità pubblicati da questo stesso giornale. Mi sembrava incredibile, ingiustificato, sproporzionato che delle persone che manifestavano pacificamente rischiassero 15 anni di carcere durissimo e pensavo che tutti quelli che potevano dovevano manifestare il loro disaccordo.
Scrissi numerose lettere, molte pubblicate su Huffington post, per chiedere aiuto, un semplice interessamento o di esprimere la loro opinione. Tra questi ricordo quella al presidente confindustria Squinzi, all'Ad dell'Eni Scaroni, al premio Nobel Dario Fo.
So bene che il paragone tra la storia di Arctic 30 e quella del movimento no notav è diversa e azzardata. Le azioni di Greenpeace si sono sempre caratterizzate nel mondo per la loro spettacolarità e per la loro pacificità, mentre quelle del movimento no TAV sono purtroppo note per la loro eccessiva violenza, molte persone hanno subito danni fisici e materiali e minacce, non sarebbe dovuto accadere.
Ma nel fatto specifico negare le pene alternative, proposte anche dagli assistenti sociali del ministero, ed infliggere una detenzione di due anni a una donna di 38 anni è un procedimento inspiegabile a tanti ma soprattutto ai nostri giovani. Mi piace ricordare una delle lettere per chiedere aiuto per i giovani di Artic ed in particolare quella all'allora Amministratore Eni Scaroni, si citava un passaggio di una lettera che Don Milani del febbraio 1965 inviò ai cappellani militari.
Allora gli attivisti erano gli obiettori di coscienza: "Aspettate ad insultarli: domani forse scoprirete che sono profeti. Certo il luogo dei profeti è la prigione ma non è bello star dalla parte di chi c'è li tiene". Due anni dopo nel 2015 il Tribunale dell'Aja sentenziò che il sequestro dell'Artic Sunrise era illegale. Mosca violoò il diritto internazionale e doveva risarcire il Governo Olandese (la nave batteva bandiera olandese).
Oggi come ieri, Il rischio concreto è quello che il provvedimento non riesca a correggere degli atteggiamenti sbagliati e non ottenga che non accadono mai più ma quello di rialzare la tensione sul territorio. Il ministro Bonafede e il suo movimento M5S, che tanto hanno promesso ai giovani del NO Tav, non possono e non devono girarsi dall'altra parte dinnanzi alla negazione delle pene alternative. Dovrebbero farlo per coerenza con le promesse fatte in campagna elettorale, dovrebbero farlo perché è giusto e se non lo fanno deve intervenire il presidente Conte. Quella scritta "la legge è uguale per tutti" non deve essere mai dimenticata o peggio sparire e ricomparire a secondo dei casi.
*Deputato Italia Viva










