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di Massimiliano Lanzotto


La Città di Salerno, 24 luglio 2019

 

Il ministro "interrogato" dai ragazzi: "Bisogna andare nelle scuole, lì fanno fatica a ricordare Falcone e Borsellino". Arriva puntuale e si accomoda in platea. Alfonso Bonafede, ministro della Giustizia, rompe gli schemi. Va controcorrente rispetto ai suoi predecessori: è il primo ministro della storia del Festival di Giffoni che siede tra i giurati, guarda e commenta con loro un docu-film.

Poco importa che la serie di dieci puntate, "Boez-Andiamo via", una produzione Rai Fiction, è stata realizzata proprio in collaborazione con il suo dicastero. Bonafede, d'altronde, è uno che va sul campo, che fa visite a sorpresa nelle carceri e nei tribunali. È la trama del docu-film combacia con la sua politica: "il cammino dei condannati come strumento di riscatto e recupero".

La "seconda chance". Il ministro ha parlato di tutto, anche di sé, ma ha glissato le domande che, in qualche modo, potevano generare uno scontro a distanza col governatore Vincenzo De Luca. Se c'è una parola che il Guardasigilli ripete spesso è percorso unita all'affermazione "seconda chance". "Da questo docufilm ho avuto una conferma, che c'è una seconda possibilità. Bisogna investire sui percorsi di rieducazione. Pian piano il detenuto capisce che quello del carcere è solo un finale di un percorso sbagliato".

L'attore Francesco Tafuno gli fa notare che non è tutto così facile per un ex detenuto. Spesso messo all'angolo della società perché "marchiato a vita" dal carcere. "Il curriculum del detenuto non deve essere solo quello delinquenziale, bisogna aiutarlo a costruirsi un'altra storia e la strada passa per i percorsi rieducativi e riabilitativi".

Lo stesso attore, che in una vita precedente è stato il figlio di un boss, sollecita un intervento su limiti stringenti per i detenuti in semilibertà. Bonafede spiega: "Le regole sono generali ed è più difficile fare ragionamenti sui singoli casi. Comunque, lavoreremo per dare margini più ampi a chi merita di più".

Giustizia e libertà. Il dibattito è arrivato a fine proiezione. Ad introdurlo è stato il direttore de' la Città, Antonio Manzo, sui concetti di giustizia e libertà. Lo ha fatto, tra l'altro, citando una strofa di "Che sia benedetta" di Fiorella Mannoia presa a prestito sulla speranza del recupero con "la corsa che decide la sua meta" da parte dei giovani carcerati. Sul palco il direttore del Giffoni Experience, Claudio Gubitosi.

Dalla platea non mancano le proposte, come il protocollo d'intesa con le imprese per l'avviamento al lavoro. "È in agenda - assicura il ministro - Intanto, stiamo lavorando all'allestimento di padiglioni nelle carceri".

Gli istituti penitenziari sono stati l'argomento che ha dato spunto ai ragazzi della sezione "Masterclass Connect" per altre domande. Sull'affollamento e sulle condizioni di vita dei detenuti. Bonafede ha ammesso che è una situazione complessa: "Di sicuro non è aprire le celle la soluzione, come fatto nel passato. Perché, in questo caso, il livello di recidività è molto alto. Lo stato delle carceri è pietoso, sono invivibili. Stiamo lavorando per dare dignità a questi luoghi, anche costruendone altri".

La priorità: le scuole. Recupero sì, ma anche prevenzione. Per il Guardasigilli bisogna andare nelle scuole. Parlare ai giovani è una priorità: "Sulla legalità ho chiesto, appena insediato, la collaborazione del ministro dell'Istruzione per progetti nelle scuole. - dice Bonafede - C'è bisogno di parlare alle nuove generazioni perché avverto che fanno fatica già a ricordare il sacrificio di uomini valorosi come i giudici Giovani Falcone e Paolo Borsellino".

La riforma del Csm. Di domande pungenti non ne sono mancate, richiamando argomenti di attualità, il ministro è stato sollecitato sulla proposta del sorteggio per la nomina dei componenti del Csm. "Tutti cercano la riforma impossibile - chiosa - Credo serva un segnale di cambiamento forte, è un passaggio imprescindibile per dare autorevolezza alla magistratura che è tra le migliori in Europa pur avendo meno giudici rispetto alla media continentale". Sul disegno di legge Pillon, invece, ha detto che è una proposta è come tale soggetta a modifiche fino all'approvazione. Più specificamente, il ministro ha spiegato che "ci sono tante parti che non mi vedono d'accordo ed altre sì, come i diritti del padre sui figli nella separazione". In serata Bonafede è tornato a Roma per affrontare il problema molto sentito della sicurezza dei bambini. Il ministro, infatti, costituirà una task-force.

Borrelli e la Cittadella. Su un punto l'esponente del M5S ha sorvolato sulle domande, quando si è toccato argomenti più strettamente locali. Sull'indicazione del procuratore antimafia di Napoli Giuseppe Borrelli a capo della procura di Salerno, la risposta è stata "spetta al Csm". Sul completamento della Cittadella Giudiziaria e sul bisogno di altri fondi ha risolto con un "no comment".