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di Davide Varì

 

Il Dubbio, 8 ottobre 2020

 

Il ministro della Giustizia commenta le novità introdotte con il nuovo dl sicurezza: "Il decreto non spalanca le porte all'immigrazione clandestina". "Entro il 2020 tutto il processo civile, dal primo grado alla Cassazione, sarà digitale, mentre è già stata avviata la digitalizzazione del processo penale".

Lo ha detto il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, intervistato a Radio anch'io. "Confidiamo nella possibilità che la digitalizzazione faccia arrivare presto i frutti delle nuove tecnologie per migliorare i tempi e l'efficienza della giustizia", ha aggiunto.

Il guardasigilli affronta poi il tema dei telefonini in carcere, per il quale, con il decreto sicurezza, è stato previsto un apposito reato. Un "fenomeno diffuso che si è aggravato" di fronte al quale "è importante porre un freno", ha spiegato. "Ci sono anche casi che riguardano detenuti appartenenti alla criminalità organizzata - ha osservato Bonafede - e serve interrompere qualsiasi possibilità di comunicazione con l'esterno. Per questo l'intervento riguarda anche i detenuti al 41bis".

A chi gli chiede se questa nuova misura possa scatenare nuove rivolte nei penitenziari, Bonafede risponde: "Non dobbiamo scrivere le leggi in base alle rivolte, lo Stato fa il suo dovere e l'Amministrazione penitenziaria si muove per la sicurezza nelle carceri. Quello dei telefonini è un fenomeno grave, è giusto che lo Stato intervenga". Quanto ai 1.761 cellulari trovati in carcere in questi primi 9 mesi del 2020, il Guardasigilli ha rilevato che "nella maggior parte dei casi si tratta di telefonini individuati dalla Polizia penitenziaria prima che arrivassero nelle mani dei detenuti".

"Di fronte a fatti di violenza soprattutto nei locali o nei luoghi della movida l'approccio del Governo è stato di tolleranza zero", ha ribadito il ministro parlando del "Daspo" antirisse contenuto nel decreto sicurezza. "Il decreto non spalanca le porte all'immigrazione clandestina" piuttosto, "oltre a recepire le osservazioni del presidente Mattarella", cerca di "individuare elementi di miglioramento affinché lo Stato possa monitorare e conoscere la situazione di ogni persona che si trova sul territorio italiano: in questo modo aumenta la sicurezza". Il Guardasigilli definisce inoltre "critiche infondate" quelle mosse al M5s che aveva approvato nel primo governo Conte i decreti Salvini: "Nel primo anno abbiamo visto chiari segnali di difficile applicazione di quei decreti - sottolinea Bonafede - gli immigrati arrivavano in Italia ma non erano monitorati dallo Stato".