di Andrea Malaguti
La Stampa, 15 giugno 2019
Scandalo Csm, parla il ministro Bonafede: Quirinale impeccabile, basta con il potere delle correnti. Toghe sporche. La sintesi giornalistica resta appiccicata al corpo sempre più fragile del Consiglio Superiore della Magistratura come un marchio d'infamia e mette a rischio la credibilità del potere forse più delicato dello Stato. Un potere, per citare le parole di Giulia Bongiorno, "molto simile a quello di Dio".
Sul banco degli imputati questa volta ci sono i giudici che giudicano i giudici. Il ministro della Giustizia Alfonso Bonafede, rispondendo a La Stampa dalla sua casa di Firenze, evita accuratamente di entrare nel merito dello scandalo ma racconta senza reticenze quello che secondo lui deve cambiare, e in fretta, nei rapporti malati tra le toghe e la politica.
Ministro Bonafede, è necessario sciogliere il Consiglio Superiore della Magistratura?
"Guardi, io non entro nel merito di decisioni che non mi competono, ma come ministro della Giustizia ho due compiti: quello di iniziare le azioni disciplinari (cosa che ho fatto nei confronti di alcuni consiglieri) e quello di avviare un pacchetto di norme che impediscano il ripetersi di fatti come quelli emersi. La penso esattamente come il presidente della Repubblica: è necessario cambiare le regole per voltare pagina".
Un filo vago...
"Lo dico più chiaramente: dobbiamo alzare un muro che tenga distante la politica dalla magistratura".
Come si fa?
"Per esempio riducendo il potere delle correnti e stabilendo un principio: i magistrati che entrano in politica non possono tornare indietro. Inoltre il nuovo progetto si deve fondare sul merito".
Le pagelle per i magistrati?
"Quelle in qualche modo ci sono già. I magistrati sono soggetti a valutazioni di vario tipo. Dobbiamo cercare di rendere i parametri assolutamente oggettivi. L'importante è che il cambiamento non avvenga sulla base di un'onda emotiva, ma con un'attenta riflessione in Parlamento".
Come spiegherebbe a uno studente di giurisprudenza il meccanismo di nomina dei capi delle
procure?
"Gli direi che a capo delle procure vanno i magistrati migliori. E che con la riforma in arrivo blinderemo la meritocrazia. Aggiungerei che i nostri magistrati sono tra i migliori al mondo, perché non hanno solo passione, ma anche grande coraggio".
Le piace esagerare?
"Al contrario. Fotografo l'esistente. I capi delle procure sono tutti di altissimo livello. Ma non ci sono dubbi che il correntismo provochi delle degenerazioni".
I privati cittadini lo sanno che i magistrati sono così bravi?
"Io sono convinto di sì. Il loro lavoro - enorme - è sotto gli occhi di tutti. Chiaramente bisogna rispondere con determinazione a chi sbaglia in questo ruolo così delicato".
Cito Giuseppe Cascini, leader di magistratura democratica: "La debolezza delle correnti favorisce la formazione di aggregazioni occulte, che hanno come unico obiettivo la gestione del potere"...
"Qui non è in discussione il diritto costituzionale di associarsi, ci mancherebbe altro. Qui si tratta di aprire gli occhi. Nel momento in cui una corrente smette di sviluppare la propria prospettiva giuridica per sostituirla col puro esercizio del potere allora bisogna intervenire. Se la magistratura vuole rilanciare la propria immagine deve riconoscere che il problema esiste. Ricordiamoci che la credibilità della giustizia è la credibilità dello Stato. Se. come è avvenuto nelle ultime elezioni, per quattro ruoli in posti apicali ci sono solo quattro candidati di quattro correnti diverse è ovvio che qualcosa non va".
Ancora Cascini: "Toghe sporche mi fa pensare alla P2"...
"A me non piace commentare frasi come questa né alimentare polemiche. Siamo di fronte a un fatto grave che va affrontato con serietà, proteggendo la credibilità della giustizia". Provo a chiederglielo diversamente: quanto è forte l'influenza della politica nelle nomine della procure? "Diciamo che ci sono dei campanelli d'allarme sui tentativi da parte di alcuni politici di incidere sulle nomine. Per questo il sistema deve reagire in maniera compatta".
Parafrasando Davigo, troverebbe sbagliato dire che non esistono magistrati onesti, esistono solo magistrati che non sono stati intercettati?
"Non lo troverei soltanto sbagliato. Lo troverei offensivo. Mi perdoni, ma questo è un piano sul quale non voglio proprio scendere".
E la sua legge spazza-corrotti che ha rafforzato le intercettazioni...
"Certo. E lo rivendico. Le vicende di queste ore stanno dimostrando l'importanza di un sistema che in passato era stato indebolito. Le intercettazioni sono uno strumento di indagine fondamentale".
È giusto utilizzare il trojan - vale a dire una sorta di microspia inserita negli smartphone che funziona anche a telefono spento - per reati diversi da mafia e terrorismo?
"Sì. Anche se è uno strumento che va usato con cautela e tenendo presenti le esigenze della privacy".
Fa molto polizia segreta della Germania est...
"È una fesseria".
Non è una fesseria notare che ogni singola parola finisce sui giornali prima dei processi...
"Questo è un discorso diverso. I giornalisti fanno il loro mestiere e il diritto di cronaca è sacrosanto. Da parte nostra dobbiamo trovare un modo per rendere tracciabili i file con le intercettazioni per capire chi li usa e in che modo".
Luca Lotti...
"La fermo. Non parlo delle indagini in corso".
Ha l'impressione che il Quirinale sia sotto attacco?
"No".
Ministro, perché la sua riforma della giustizia si è arenata?
"Non si è arenata affatto. La prossima settimana ricominceremo gli incontri di governo. Nei mesi passati i nostri colleghi di governo non si sono presentati. Lo dico senza polemica. Di recente sono stato io a decidere di sottrarre il dibattito sulla riforma al vortice della campagna elettorale".
Salvini vi ha messo con le spalle al muro?
"Questo è un argomento che piace molto alla stampa ma non corrisponde alla realtà. Abbiamo fatto molte cose importanti assieme e nove su dieci dei provvedimenti più importanti di questo anno di governo sono a firma del Movimento 5 Stelle. A partire dall'anticorruzione".
La sua collega Giulia Bongiorno dice che "il potere di un magistrato è uguale a quello di un sacerdote o persino a quello di Dio e deve essere accompagnato da grande responsabilità". I giudici-dio sono fuori controllo?
"Le ho già detto quello che penso della qualità dei magistrati. E riserverei le questioni religiose ad altro. Però mi fa piacere il richiamo alla questione morale".
Traduco: la questione morale nel governo è colpa della Lega...
"Traduce male. Io dico solo che sono d'accordo sulla centralità del tema e sulla necessità di averlo come stella polare".










