di Vincenzo R. Spagnolo
Avvenire, 21 giugno 2019
Nodo intercettazioni, cauta la Lega: "Si usino solo se c'è rilievo penale". Oggi Mattarella al Csm. Su Palazzo dei Marescialli le nubi fosche sollevate dall'inchiesta giudiziaria di Perugia non si sono ancora diradate. E c'è dunque attesa per il plenum del Csm, convocato per questa mattina e presieduto dal capo dello Stato Sergio Mattarella, che si occuperà fra l'altro di indire le elezioni suppletive per colmare i posti vacanti dei 5 consiglieri togati dimissionari. Ieri, intanto, il Guardasigilli Alfonso Bonafede ha incontrato in via Arenula i nuovi vertici dell'Associazione nazionale magistrati, guidati dal neopresidente Luca Poniz, in un clima definito da fonti dell'Anm "cordiale e collaborativo".
Sul piano politico, dopo il vertice dell'altra notte a Palazzo Chigi, il governo continua a ragionare sulle riforme in materia di giustizia, che secondo il Guardasigilli pentastellato Alfonso Bonafede arriveranno in porto "entro dicembre". Riforme dopo l'estate. Il clamore mediatico sollevato dalle rivelazioni su presunti accordi sulle nomine di alcune procure, Roma compresa, ha indotto M5s ad accelerare sulle riforme del processo penale e civile, nonché dei meccanismi che regolano l'attività del Csm.
Ma il premier Giuseppe Conte è cauto, per via della delicatezza della materia. E a ciò si sommano i dubbi della Lega, che ha convinto il Guardasigilli a tenere fuori dal pacchetto la questione intercettazioni. "Vanno utilizzate solo quelle con rilievo penale, non il gossip", considera il vicepremier leghista Matteo Salvini, che comunque riconosce alcuni "punti di comunanza" fra Carroccio e M5s, a partire dalla cancellazione delle "porte girevoli" fra magistratura e politica. In ogni caso, aggiunge la titolare della Pa Giulia Bongiorno, "il confronto continua".
Sulle bozze di proposta ipotizzate da Bonafede e circolate nel vertice dell'altra sera non si sa molto. Potrebbe esserci la modifica delle norme sulle carriere dei magistrati (con un "punteggio" per garantire trasparenza e "meritocrazia"), ma anche una "mini riforma" dell'attività del Csm, da affidare al vaglio del Parlamento e che potrebbe comprendere la modifica del meccanismo di elezione e l'allineamento del tetto di stipendio dei consiglieri ai 240mila previsti per gli alti dirigenti pubblici.
I singoli dossier verranno ora esaminati separatamente da Movimento e Carroccio, come conferma Bonafede: "Siamo d'accordo sui settori di intervento, ora dobbiamo confrontarci con le nostre forze politiche, per poi avere un altro incontro nel dettaglio".
Inchiesta anche a Milano? Sul piano giudiziario, l'inchiesta partita da Perugia potrebbe avere altri sviluppi. Secondo alcune anticipazioni del settimanale l'Espresso, diffuse ieri, la procura di Perugia avrebbe trasmesso ai pm di Milano alcune intercettazioni delle indagini sull'ex presidente dell'Anm Luca Palamara: dialoghi, ancora coperti da segreto, tra lui e il deputato dem Luca Lotti nei quali quest'ultimo affermerebbe di aver avuto dall'amministratore delegato dell'Eni, Claudio Descalzi, alcuni documenti sul fratello del procuratore aggiunto di Roma Paolo Ielo. Poco più tardi, con una nota, l'Eni ha smentito "in modo categorico" che Descalzi abbia mai consegnato a Lotti documentazione relativa al fratello di Ielo. L ad del colosso energetico si è riservato "di intraprendere le opportune vie legali a tutela della propria reputazione".










