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di Liana Milella

La Repubblica, 31 maggio 2022

La Lega sotto traccia sui referendum? “Bugia, è la stampa che non ci dà spazio”. E Salvini in Russia? “Noto una contraddizione, prima lo si critica perché troppo amico dei russi, adesso si dice che non è in grado di vedere esponenti di primo piano...mah”. Affonderà la riforma Cartabia sul Csm? “Migliorarla non vuol dire affondarla, e poi l’abbiamo già votata”. Dice cosi Giulia Bongiorno, la responsabile Giustizia della Lega, nonché avvocato di Salvini.

Dica la verità: sui referendum un anno fa avete raccolto le firme con i Radicali, ma ora il rischio flop per il quorum e la coincidenza con la riforma del Csm vi rendono assai prudenti nella propaganda...

“C’è un errore di fondo: dare la parola ai cittadini sulla giustizia è già un successo. Ogni sì che arriverà sarà una presa di posizione netta contro chi frena i cambiamenti. E comunque basterebbe menzionare le numerose iniziative della Lega in giro per l’Italia per misurare l’intensità del nostro impegno”.

È bugia che non ci state mettendo la faccia?

“Questa è una mistificazione che offende tutti coloro che si stanno spendendo come, solo a titolo di esempio, Calderoli, Ostellari, Morrone. La Lega ha organizzato convegni, incontri, gazebi nelle piazze. La gente fino a oggi non è stata adeguatamente informata a causa del silenzio dei media”.

Quindi sarebbe colpa dei giornali...Però ai tempi delle firme il capo della Lega parlava tutti i giorni di giustizia. Oggi non è così...

“Veramente è un tema che Salvini affronta tutti i giorni. Il referendum è uno straordinario strumento di partecipazione popolare e la giustizia è materia di interesse comune e trasversale”.

Adesso, in verità, la passione di Salvini sembra la Russia. Molti lo stanno criticando per la sua intenzione di vedere Putin, dicendo che sarebbe un inutile spot perché riuscirebbe al massimo a incontrare le quarte file del governo russo...

“Non ho dettagli su questo viaggio, perché la materia di cui sono responsabile è la giustizia. Non posso però fare a meno di constatare che nei mesi scorsi Salvini è stato aspramente criticato perché troppo vicino ai russi e a Putin, mentre adesso lo si critica per ragioni opposte, e cioè che in questo viaggio non riuscirebbe a incontrare esponenti di primo piano”.

È credibile Salvini contro le toghe, proprio lui che è un imputato?

“Chi vota sì è contro il correntismo esasperato, non contro le toghe. La maggior parte dei magistrati, che lavora in silenzio e non ha fatto carriera perché fuori dai giochi di potere, sarebbe felice se il sistema cambiasse in senso meritocratico. Salvini ha sperimentato sulla propria pelle a cosa può portare il correntismo quando ha appreso dalle famose chat di Palamara di essere un bersaglio di una parte della magistratura da colpire, a prescindere dalla correttezza del suo operato”.

Ammetterà che perdere i referendum significa contare di meno nella maggioranza e pure rispetto al boom di FdI...

“Con FdI e Fi sulla giustizia abbiamo una sensibilità comune. Più cresce il centrodestra, più aumentano le possibilità di attuare una riforma per una giustizia liberale ed efficiente. Onestamente, questa legislatura dimostra quante resistenze al cambiamento provengono dal Pd e dai 5 Stelle”.

Se il centrodestra vince alle prossime elezioni buttate giù tutto e fate un’altra riforma draconiana contro i magistrati?

“Nessuno ha in mente riforme contro i magistrati. Anzi, credo che i magistrati debbano essere tutelati dalla degenerazione del correntismo. È stato appena celebrato il trentennale della morte di Falcone, ma non vengono citate mai le sue idee, all’epoca all’avanguardia, per rendere il sistema più funzionale ed efficiente. Per esempio, si era espresso a favore della separazione delle carriere. Proprio uno degli obiettivi del referendum del 12 giugno”.

Quanto a Falcone non era proprio così, ma questa sarebbe un’altra intervista. Però i cittadini non vogliono cancellare la legge Severino sui politici condannati in politica...

“Su Falcone è come le ho detto, se vuole le fornisco alcune dichiarazioni. Per il resto osservo che tanti sindaci sospesi per una condanna per abuso d’ufficio, poi ribaltata in appello, sono stati costretti a lasciare le loro funzioni in balìa degli eventi; tornati in carica, si sono ritrovati ad amministrare dopo un lungo periodo di totale immobilismo. Non possono essere assicurati servizi alla comunità, se nell’amministrazione regna il caos”.

La separazione delle carriere come “cattura voti”? Pure questo tema indigesto. Gli altri due quesiti sul Csm sono di fatto superati dalla riforma del Csm. E poi cosa importa all’uomo della strada se gli avvocati votano nei consigli giudiziari o se ci vogliono le firme per candidarsi al Csm?

“La separazione delle carriere è un baluardo di un sistema veramente liberale. L’equivoco, creato ad arte, è far credere che un processo penale giusto ed efficiente non riguardi i cittadini. Ma, con il sistema attuale, chiunque rischia di restare intrappolato in un ingranaggio infernale e di rimetterci - anche se assolto dopo lunghi anni - libertà, salute, dignità, reputazione, denaro”.

Renzi dice che il vero traino per i referendum sarebbero stati i tre bocciati dalla Consulta - responsabilità civile diretta, eutanasia e cannabis - mentre i cinque rimasti sono da addetti ai lavori. È così?

“I tre bocciati erano quelli di maggiore appeal per l’opinione pubblica, anche perché di più immediata comprensione, ma i cinque rimasti incidono sul funzionamento del sistema giustizia, dunque riguardano chiunque. Nessun cittadino dovrebbe vivere con il timore di ritrovarsi all’improvviso imputato in un processo penale senza via d’uscita, e senza nemmeno essersi reso conto di cosa ha portato alla sua incriminazione”.

Lei ha un buon rapporto con la Guardasigilli Marta Cartabia, le farebbe lo sgarbo di far cadere la riforma che va in aula al Senato il 15 giugno?

“Ma quale sgarbo! Ho grande stima del ministro, che ha fatto uno sforzo di mediazione notevole. Chiedere di rendere più incisiva una riforma non significa non volerla. Ribadisco che ha profili positivi e che l’abbiamo già votata alla Camera”.