sito

storico

Archivio storico

                   5permille

   

Il Mattino, 24 luglio 2019


Dopo mesi di contrasti tra Lega e M5s, il Governo potrebbe essere al capolinea: "o si sciolgono i nodi o non si riesce ad andare avanti, il momento è decisivo". La ministra della P.a. Giulia Bongiorno inquadra così, al Forum Ansa, la situazione politica, chiarendo che non c'è alcun problema di rimpasto, ma le sorti dell'Esecutivo sono appese a tre nodi decisivi da sciogliere: lavori pubblici, autonomia e giustizia.

E se sulla riforma che porta la firma di Bonafede, Bongiorno esplicita il "no" della Lega. Intanto per la P.a. è in arrivo la riforma della dirigenza e, forse già a settembre 2020, la laurea per diventare funzionari pubblici. La vera preoccupazione, però, in questi giorni, è la tenuta del Governo. "E fisiologico che ci possano essere contrasti" tra Lega e M5s, così "diverse nella loro sensibilità", ammette Bongiorno, ma se "fino ad oggi ogni scontro ha trovato una sintesi, la novità di questi giorni è che su una serie di materie sul banco del Governo si stanno evidenziando contrasti particolarmente stridenti".

Perché lo scontro nel governo "non è sulle poltrone", ma su alcune tematiche, tre nello specifico, lavori pubblici, autonomia, giustizia, che - avverte Bongiorno - o si superano (e per questo "dobbiamo sederci al tavolo e trovare soluzioni"), o non si va avanti. Proprio sulla giustizia, Bongiorno non usa mezzi termini: "Se mi chiedete se in questa riforma di Bonafede c'è quello che volevate come Lega?

La risposta è no, perché in questo momento avremmo voluto una grande riforma, più coraggiosa", dice la ministra, che vede un "ritorno ai "giudici ragazzini"" e indica la necessità di tornare al tavolo su "intercettazioni, misure cautelari e riduzione dei tempi" ("9 anni - dice - mi sembra irricevibile").

Al di là della stretta attualità, poi, c'è cantiere avviato dalla ministra per rendere più efficiente la P.a. Con la legge Concretezza sono arrivate le impronte digitali, e sull'assenteismo Bongiorno, che ne sta valutando i costi, promette che sarà "inflessibile". Prossimo passo, la riforma della dirigenza: basta "valutazioni fai da te" e gli "obiettivi blandi" che fanno raggiungere "sempre 100"; per i dirigenti è in arrivo un nuovo sistema di valutazione messo a punto da "una società di revisione", cioè qualcuno che "sa come si organizzano gli uffici".